Spunti di Consapevolezza – Diventare un altro

essere migliori“Il nostro continuo impegno a fare ed agire sembra un modo per impedirci di essere. Se ci si dà abbastanza da fare non si è obbligati ad essere qualcuno. Si può cercare con sempre maggiore impegno, di diventare qualcosa di diverso da quello che si è: sempre migliori, sempre più potenti, sempre più simili a qualcun altro e sempre meno simili a ciò che in passato abbiamo scoperto di essere”.

Carl Whitaker

Parliamo di Autostima

Autostima, Far Crescere l’Autostima, Innalzare l’Autostima, Comunicazione

autostima1Passi 24h al giorno con te stesso: cerca di goderti la compagnia.” (D. Von Furstenberg)

 

L’autostima è la valutazione che una persona dà di se stessa. Tale valutazione si muove tra due estremi: quello positivo e quello negativo. Chi ha bassa autostima, per esempio, mostra scarsa fiducia nella propria persona e nelle proprie capacità; si sente spesso insicuro, non è in grado di contare su se stesso e manifesta diverse paure legate soprattutto alla propria percezione di inadeguatezza e incapacità. Per fare un esempio, se una persona con bassa autostima si trova dover prendere una decisione importante, proverà un senso di incertezza molto forte e la sensazione che qualunque scelta farà si dimostrerà sbagliata; al contrario, una persona con una solida autostima sceglierà senza troppe preoccupazioni e indecisioni la via ritenuta migliore.

La bassa autostima nasce generalmente da una discrepanza tra il sé ideale ed il sé percepito. Il sé ideale è rappresentato da ciò che si vorrebbe essere, dalle qualità che si desidererebbe possedere, dal carattere e dalle capacità che si vorrebbero come parte costituente della propria persona. Il sé percepito è dato invece dall’insieme delle percezioni e delle conoscenze che possediamo su noi stessi.

Ingredienti essenziali che devono essere interiorizzati da chiunque voglia migliorare l’autostima e la sicurezza nelle proprie autostima 4capacità sono:

  • Autenticità. Rispettare il principio di autenticità significa smetterla di interpretare il ruolo di comparse per divenire finalmente autori della nostra vita. In altri termini è importante uscire dagli schemi appresi di cosa è giusto oppure è sbagliato pensare o fare e comportarsi assecondando se stessi e le proprie emozioni.
  • Maturità. Divenire responsabili del proprio abituale comportamento. Spesso ci lamentiamo di continuo e desideriamo una vita diversa, ma non facciamo nulla di concreto per cambiare. E’ importante dunque invertire questa trappola mentale e partire dall’accettare la propria attuale condizione e al contempo individuare la più piccola azione da compiere oggi stesso per migliorarsi, per intraprendere unnuovopercorso.
  • Amor proprio. Non concentrarsi nel soddisfare i bisogni altrui per ricevere riconoscimenti e gratificazioni ma piuttosto investire più su se stessi ascoltando e seguendo quelli che sono i propri bisogni. In altri termini non farsi condizionare da quello che si immagina gli altri si aspettino da noi nè dal giudizio altrui.
  • Umiltà. Rimanere saldi sulla propria immagine di sè senza aver bisogno di manifestare comportamenti di superiorità o grandiosità.

Solo dopo aver accettato i nostri limiti siamo in grado di superarli.” (B. Francis)

Leggi la POESIA PER ACCRESCERE L’AUTOSTIMA

Il Senso di Colpa

senso di colpa 2Invece di sentirti in colpa o cercare delle scuse per delle azioni negative compiute in passato, incomincia ora ad agire positivamente.”  Jim Morrison

La parola Colpa viene definita dal dizionario italiano come “Azione contraria alle norme morali” oppure “Comportamento negligente o imprudente da cui deriva un danno ad altri”. Deriva dal greco antico amartia, che significa errore, mancare il bersaglio.

In molti sperimentano sensazioni di dolore e sofferenza su qualcosa che non avrebbero dovuto fare e questo dolore, attraverso il senso di colpa, si trasforma nella presenza costante di pensieri ruminanti che occupano la mente dell’individuo per lunghi (e a volte eccessivi) lassi di tempo. Uno dei più frequenti pensieri che riempiono la testa di coloro che soffrono di sensi di colpa è: “Non l’ho dovevo fare e, ora, poichè l’ho fatto non me lo posso perdonare. Non merito più nulla di buono”.

Quindi cos’è il senso di colpa e da cosa si origina?

Il senso di colpa rappresenta un’emozione che, a partire dalla presa di consapevolezza della sofferenza, del dolore, del disagio altrui determina il contenimento di pulsioni distruttive. L’attivazione del senso di colpa mette in guardia nei casi in cui stiamo oltrepassando i limiti, costringendoci a trattenere i nostri bisogni e assumendoci  responsabilità nell’ascoltare ed agire secondo quelli che riteniamo essere i bisogni dell’altro. Sono perlopiù le persone sensibili, insicure e responsabili a percepire in maniera violenta il senso di colpa. Ciò avviene in tutte quelle esperienze in cui s’infrange il proprio codice morale e ci si sente perseguitati da una sensazione di colpevolezza fino a quando non ci si attiva per rimediare attraverso la messa in atto di gesti riparatori.

Mi sento in colpa…” potrebbe sembrare un’espressione di dire piuttosto ricorrente ma quello che è importante sottolineare è come il senso di senso di colpa1colpa, provocando sensazioni dolorose, produce l’effetto di determinare e controllare le nostre azioni, le nostre scelte, la nostra vita negando la possibilità di dare libera espressione al proprio sentire. Non solo, il senso di colpa porta costantemente i nostri pensieri a concentrarsi su quelle che sono state le esperienze passate di cui ci si sente responsabili consumando il presente. In altre parole il sentirsi in colpa conduce alla “paralisi” del nostro presente, paralisi determinata da un comportamento passato che nessuna azione riparatrice potrà mai riparare veramente a pieno nonostante i nostri sforzi.

Dietro i sensi di colpa e dietro frasi del tipo “no questo non mi interessa” oppure “no non mi piace“ o “no questo non mi va“si nasconde la mancanza di ascolto dei propri desideri a favore dell’adeguamento ai bisogni degli altri. Molto spesso i bisogni degli altri vengono vissuti come propri bisogni poichè vengono interiorizzati come regole da rispettare per sentirsi amati, accettatti dagli altri, in primis dalle figure genitoriali. La paura di perdere il loro amore è troppo forte a tal punto da negare il proprio ascolto interno. Lavorare sulla propria incapacità a dire dei “NO” alle richieste altrui può rappresentare un valido punto di partenza al fine di superare i sensi di colpa.

LEGGI IL FUMETTO SUI SENSI DI COLPA

Da dove si origina il senso di colpa 

Noi tutti possediamo almeno centomila comandamenti interni ai quali ubbidiamo ciecamente in modo assoluto. Questi comandamenti ci sono stati trasmessi dalla nostra famiglia di origine quando eravamo piccoli. Il senso di colpa si origina dal giudizio che noi riceviamo da noi stessi, ed in particolare dal nostro “giudice interiore” che ci fa sentire colpevoli per aver violato le regole e gli insegnamenti  ricevuti dai nostri genitori, dalla religione e dalla regole sociali.  Di conseguenza il prezzo da pagare per avere osato desiderare qualcosa di vietato è vivere in uno stato di sofferenza interiore .

LEGGI ALCUNI FRASI CHE PRODUCONO IL SENSO DI COLPA NEI FIGLI

Il messaggio del senso di colpa è “sei colpevole e verrai condannato e punito”oppure “non sei degno dell’amore altrui”. Tale messaggio è derivante dalla sensazione da bambini di non meritare più l’amore della mamma/papà per non aver rispettato una loro richiesta, un loro ordine, una loro regola.

E’ da aggiungere come, ad un livello più profondo, il sentimento di colpevolezza possa mascherare un senso di onnipotenza della persona (“E’ tutta colpa mia!“). Si tratta di un meccanismo perverso che costringe l’individuo a vivere nella dipendenza dagli altri, come se gli altri avessero il potere di liberarlo.

La maggior parte delle persone che si sentono “colpevoli” soffrono, in qualche modo la paura dell’abbandono, il timore di perdere un amore o l’approvazione degli altri. Il sentimento di colpevolezza infatti induce ad adottare una certa condotta in funzione della fedeltà al gruppo di riferimento, al di fuori del quale ci si sentirebbe persi.

La possibilità di fare una scelta fuori dal coro spaventa, è forte la tentazione di rimanere fedeli al gruppo rinunciando a se stessi e alla propria vera identità. Crescere vuol dire anche liberarsi dai condizionamenti e dalla paura di infrangere imposizioni e regole, adottando un comportamento rispettoso verso il gruppo, ma senza rinunciare a sé. Pertanto, la psicoterapia rappresenta un efficace strumento attraverso cui l’individuo può liberarsi dai propri sensi di colpa oltre che favorire una propria crescita personale attraverso l’ascolto e la realizzazione dei propri bisogni in assenza di giudizio.

Poesia per Accrescere l’Autostima

 

autostima 2Ritagliati qualche minuto per la lettura di questa semplice poesia. Questa poesia parla di autenticità, rispetto per sé stessi e maturità, ma soprattutto mostra come possiamo percepire noi stessi e la realtà in cui viviamo per migliorare la propria autostima e la fiducia in se stessi. Buona lettura

Quando ho iniziato ad amarmi davvero

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il dolore e la sofferenza emotiva
servivano a ricordarmi che stavo vivendo in contrasto con i miei valori.
Oggi so che questa si chiama autenticità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho capito quanto fosse offensivo voler imporre a qualcun altro i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di desiderare una vita diversa
e ho compreso che le sfide che stavo affrontando erano un invito a migliorarmi.
Oggi so che questa si chiama maturità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto e al momento giusto
e che tutto ciò che mi accadeva aveva un preciso significato.
Da allora ho imparato ad essere sereno.
Oggi so che questa si chiama fiducia in sé stessi.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
non ho più rinunciato al mio tempo libero
e ho smesso di fantasticare troppo su grandiosi progetti futuri.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e felicità,
ciò che mi appassiona e mi rende allegro, e lo faccio a modo mio, rispettando i miei tempi.
Oggi so che questa si chiama semplicità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti, situazioni
e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso.
All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma
oggi so che questo si chiama amor proprio.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi facendo ho commesso meno errori.
Oggi so che questa si chiama umiltà.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di continuare a vivere nel passato
o di preoccuparmi del futuro.
Oggi ho imparato a vivere nel momento presente, l’unico istante che davvero conta.
Oggi so che questo si chiama benessere.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho imparato a farlo dialogare con il mio cuore,
l’intelletto è diventato il mio migliore alleato.
Oggi so che questa si chiama saggezza.

Non dobbiamo temere i contrasti, i conflitti e
i problemi che abbiamo con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che questa si chiama vita.

Charlie Chaplin