Le diverse forme dell’Ansia – Una Rassegna di Articoli

Solitamente i Disturbi d’Ansia si manifestano sotto forma di tachicardia, sudorazione improvvisa, tremore, vampate di calore o brividi, sensazione di soffocamento o asfissia, dolore o sensazione di peso al petto, nausea, paura di morire o di impazzire…Continua a leggere

I Disturbi d’Ansia possono comparire attraverso forme diverse. Ad esempio c’è chi sperimenta ansia nel prendere un aereo o nel trovarsi bloccato in luoghi troppo chiusi (es. in ascensore), chi vive uno stato ansiogeno nel trovarsi in luoghi affollati o aperti o ancora chi si sente particolarmente terrorizzato al sol pensiero di essere sottoposto ad un’iniezione, ecc….Continua a leggere

L’articolo spiega quelle che sono le regole principali dei meccanismi ansiosi per poter trarre da queste regole degli strumenti utili per gestire l’ansia e gli attacchi di panico e per cambiare il proprio rapporto fin da oggi con l’ansia…Continua a leggere

Gli Attacchi di Panico  possono essere definiti come episodi caratterizzati da sintomi quali palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore…Continua a leggere

Parliamo di Fobia in tutti quei casi in cui situazioni o stimoli specifici innescano all’interno dell’individuo sensazioni di paura incontrollabile. Chiunque abbia una fobia per qualcosa (ad esempio i ragni, gli ascensori, ecc), in presenza dell’oggetto della propria fobia, sperimenta sensazioni quali tachicardia, respirazione accelerata, tensione muscolare, impulso a scappare/fuggireContinua a leggere

Caratteristica di tale disturbo è la presenza di ossessioni e compulsioni che occupano un tempo significativo della giornata dell’individuo interferendo con il suo svolgersi regolare di attività del quotidiano quali lavoro, studio, vita familiare, di coppia e relazionale, cura della casa o della propria persona….Continua a leggere

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress è caratterizzato dalla presenza di sensazioni quali orrore, paura ed impotenza sviluppati a seguito di  un evento traumatico violento ed inaspettato. Tale evento può riguardare direttamente la persona che  successivamente svilupperà il disturbo oppure persone a lei vicine a cui è affettivamente  legata...Continua a leggere

Il Disturbo Acuto da Stress rappresenta l’anticamera del Disturbo Post-Traumatico da Stress. I sintomi principali sono rappresentati da ansia acuta, distacco, sensazione di confusione e smarrimento, assenza di reattività emozionale, derealizzazione, depersonalizzazione e sono causati dall’esposizione ad un evento traumatico…Continua a leggere

Il Disturbo d’Ansia Generalizzato rappresenta un disturbo caratterizzato dalla presenza di uno stato ansioso cronico, persistente, inabilitante. Coloro che soffrono di Disturbo d’Ansia Generalizzato si preoccupano generalmente di questioni legate al quotidiano come le responsabilità lavorative, i problemi economici, la salute o la possibilità di disgrazie per i propri familiari, le faccende domestiche, poter far tardi ad un appuntamento, ecc…Continua a leggere

La paura di volare  (o aviofobia) è una delle fobie più comuni. Un individuo su dieci possiede tale fobia e sceglie di evitare di volare al fine di non sperimentare sensazioni di ansia e paura. La preoccupazione maggiore potrebbe apparentemente sembrare il timore che l’aereo possa cadere (in alcuni casi presente)…Continua a leggere

Attacchi di panico e Disturbo di panico

panico1Il Disturbo di Panico è caratterizzato da periodici attacchi di ansia o terrore, i cosiddetti attacchi di panico. Solitamente questi attacchi durano 15 o 30 minuti, sebbene effetti residui possano persistere più a lungo. La frequenza e la gravità degli stati acuti d’ansia determinano la diagnosi. (Deve essere considerato che gli attacchi di panico si possono presentare in quasi tutti i Disturbi d’Ansia e non solo in quello di Panico. Negli altri Disturbi d’Ansia, tuttavia, c’è sempre un segnale d’inizio o una specifica causa che determinano l’attacco).

La diagnosi di Disturbo di Panico può essere effettuata sulla base delle seguenti condizioni:

La persona sperimenta almeno due attacchi di panico ricorrenti e inaspettati
per almeno un mese dopo gli attacchi, il soggetto teme fortemente che essi possano ripresentarsi

Durante un Attacco di Panico, il soggetto prova un’intensa paura o disagio, con almeno quattro o più dei seguenti sintomi:

  • aumentata frequenza cardiaca
  • sudorazione
  • instabilità
  • fiato corto, affanno
  • sensazione di soffocamento o di essere strangolato
  • vertigini
  • nausea
  • derealizzazione, senso di irrealtà
  • sensazioni di torpore o formicolio
  • brividi e vampate di calore
  • dolore o fastidio al petto
  • paura di morire e paura di perdere il controllo o impazzireattacchi di panico2

Le donne fanno esperienza, più frequentemente degli uomini, di difficoltà di respirazione, nausea e sensazione di essere soffocate. Gli uomini, invece, più delle donne, presentano sudorazioni e disturbi addominali. Gli Attacchi di Panico che comprendono solo uno o due sintomi, come vertigini e tachicardia, sono noti come attacchi dai sintomi-limitati.

Questi potrebbero anche essere effetti residui di un Attacco di Panico o segnali precursori di un altro attacco. (Si deve considerare che gli Attacchi di Panico possono essere presenti in altri Disturbi d’Ansia, come le Fobie o il Disturbo Post-Traumatico da Stress. In questi casi, tuttavia, le caratteristiche aggiuntive differenziano questi disturbi dal Disturbo di Panico).

Frequenza degli Attacchi di Panico

La frequenza degli attacchi può variare considerevolmente. Alcuni soggetti hanno attacchi frequenti (per esempio, ogni settimana) che si presentano per mesi; altri hanno più attacchi giornalieri seguiti da settimane o mesi di remissione.

Segnali di inizio degli Attacchi di Panico

Gli Attacchi di Panico possono presentarsi spontaneamente o in risposta ad una particolare situazione. Il ricordare o rivivere le circostanze, sebbene innocue, relative all’attacco originario può provocare ulteriori Attacchi di Panico.

Disturbo d’Ansia Generalizzato

 

ansia generalizzataIl Disturbo d’Ansia Generalizzato rappresenta un disturbo caratterizzato dalla presenza di uno stato ansioso cronico, persistente, inabilitante. Coloro che soffrono di Disturbo d’Ansia Generalizzato si preoccupano generalmente di questioni legate al quotidiano come le responsabilità lavorative, i problemi economici, la salute o la possibilità di disgrazie per i propri familiari, le faccende domestiche, poter far tardi ad un appuntamento, ecc.

Inoltre l’ansia si accompagna anche ad altre sensazioni quali irritabilità, irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi, tensione muscolare, sonno non regolare, sintomi somatici (freddo, mani sudate, bocca asciutta, sudorazione, nausea o diarrea, stimolo frequente ad urinare, difficoltà a deglutire o “nodo alla gola”), risposte di allarme esagerate.

Il trattamento psicoterapeutico nei casi di pazienti con Disturbo d’Ansia Generalizzato  permette di individuare e  riconoscere le eventuali cause scatenanti per poi successivamente sviluppare nuove modalità comportamentali atte a permettere all’individuo di affrontare e gestire le medesime situazioni in maniera serena.

Disturbo Ossessivo-Compulsivo

 

DA COSA E’ CARATTERIZZATO IL DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO? QUALI SONO LE CARATTERISTICHE PECULIARI ATTRAVERSO CUI DEFINIRE IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO? Vediamole insieme.

La principale caratteristica del disturbo ossessivo compulsivo è la presenza di ossessioni e compulsioni che occupano un tempo significativo della giornata dell’individuo interferendo con il suo svolgersi regolare di attività del quotidiano quali lavoro, studio, vita familiare, di coppia e relazionale, cura della casa o della propria persona.

Vediamo nel dettaglio cosa significa l’espressione “presenza di ossessioni e compulsioni“. A quali ossessioni e compulsioni ci si riferisce?

Iniziamo ad analizzare quali sono le OSSESSIONI nel disturbo ossessivo compulsivo.

Ossessioni nel disturbo ossessivo compulsivo

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Ossessioni nel Disturbo Ossessivo Compulsivo

Nello specifico le ossessioni, che compaiono nella mente dell’individuo, sono rappresentate da idee, pensieri, impulsi o immagini che irrompono in maniera intrusiva e senza alcun senso.

L’individuo ha la sensazione che tali pensieri compaiano in maniera automatica, improvvisa e talvolta anche violenta nella propria mente portando alla coscienza contenuti inaccettabili,  irrazionali, esagerati e non giustificati.

Coloro che soffrono di disturbo ossessivo compulsivo possono:

  • Temere lo sporco, i germi e/o le sostanze disgustose.
  • Essere terrorizzati di procurare inavvertitamente danni a sé o ad altri (di qualunque natura: di salute, economici, emotivi, ecc.).
  • Perdere il controllo dei propri impulsi diventando aggressivi, perversi, autolesivi, ecc.
  • Possono avere dubbi persistenti rispetto al sentimento che nutrono verso il partner o rispetto al proprio orientamento sessuale, anche se solitamente riconoscono che tutto ciò non è giustificato.

Ciò provoca uno stato di disagio, allarme ed impotenza all’interno dell’individuo.

Vediamo alcuni esempi di ossessioni nel disturbo ossessivo-compulsivo

Esempi di ossessioni sono:

  • Pensieri come la paura di contrarre il virus dell’HIV ad esempio toccando la porta di un bagno pubblico.
  • Pensieri come il timore di non aver chiuso attentamente il gas.

Vediamo adesso cosa s’intende per COMPULSIONI nel disturbo ossessivo-compulsivo.

Compulsioni nel disturbo ossessivo compulsivo

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Compulsioni nel Disturbo Ossessivo Compulsivo

 

Alla presenza di ossessioni si lega la produzione e l’attivazione di compulsioni nell’individuo.

Si tratta di veri e propri rituali che si attivano in risposta alle ossessioni e che fungono da tentativo di soluzione.

L’individuo inizialmente ha la sensazione che mettendo in atto le compulsioni potrà liberarsi dalle ossessioni presenti nella sua mente.

Ciò che in realtà avviene è che le compulsioni producono solo una sensazione di sollievo il cui effetto è temporaneo.

Vediamo alcuni esempi di compulsioni nel disturbo ossessivo-compulsivo

Esempi di compulsioni sono:

  • Eccessivo lavarsi, disinfettarsi con l’Amuchina o eccessiva attenzione per la pulizia in generale.
  • Evitare di toccare le maniglie delle porte o indossare dei guanti al fine di prevenire la ricomparsa del pensiero ossessivo di essere contaminati.
  • Controllare di aver chiuso la porta di casa o il gas ritornando ripetutamente a casa per accertarsi che tutto sia apposto.
  • Contare il numero di passi.
  • Nella lettura di un testo ritornare a rileggere dalla prima parola.
  • Collezionare oggetti e poi non disporli.
  • Sistemare oggetti con uno specifico ordine sulla tavola ogni volta che ci si allontana (ci si alza) dalla tavola.
  • Mettere in atto un rituale di preghiera per eliminare i sensi di colpa nell’aver pensato ad un numero che porta male.

L’individuo, in quest’ultimo esempio, teme che per responsabilità propria, per aver pensato a questo numero, possa accadere qualcosa di negativo a sé o agli altri e mettendo in atto tale rituale di preghiera spera di potersi  rassicurare e discolpare per il pensiero fatto.

Ma anche in questo caso l’effetto è temporaneo e i pensieri ossessivi riemergono nel giro di poco tempo (anche pochi minuti) all’interno della mente dell’individuo costringendolo a dover nuovamente mettere in atto il suo rituale.

Ciò fa facilmente comprendere come all’interno della persona si crei una sorta di circolo vizioso tra la comparsa di pensieri ossessivi intrusivi e la messa in atto di compulsioni.

Trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo

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Psicoterapia per Disturbo Ossessivo Compulsivo

La PSICOTERAPIA costituisce il trattamento di elezione per la cura del disturbo ossessivo compulsivo. Solo un’analisi attenta delle cause che hanno portato alla comparsa dei sintomi può realmente mettere fine alla presenza del disturbo.

All’interno di un percorso terapeutico pertanto verranno approfonditi i seguenti aspetti:

  • Analisi del periodo di comparsa dei sintomi.

Quando sono comparsi i sintomi e cosa è cambiato nella vita affettiva, relazionale, lavorativa del paziente in quel periodo.

  • Analisi delle modalità di problem solving

Come ha affrontato i disagi comparsi e quali sono (e/o sono state) le modalità di reazione (inefficaci) che il paziente ha messo in atto di fronte alle difficoltà.

  • Analisi delle soluzioni

Quali comportamenti il paziente può mettere OGGI in atto al fine di fronteggiare le dinamiche che rappresentano la causa della comparsa del disturbo ossessivo-compulsivo.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni su questo tema e/o se senti di soffrire del disturbo ossessivo compulsivo e vuoi chiedere una mano ad uno specialista (Psicologo e Psicoterapeuta) contattami al 340.2605452 o scrivimi a dr.ilaria.rizzo@gmail.com

Offro servizi di Psicoterapia per il Disturbo Ossessivo Compulsivo. Vedi in quali sedi ricevo.

Se vivi all’estero o sei impossibilito a recarti in studio puoi richiedere una Consulenza online o telefonica. Scopri di più.

 

 

 

Fobie specifiche

 

fobieParliamo di Fobia in tutti quei casi in cui situazioni o stimoli specifici innescano all’interno dell’individuo sensazioni di paura incontrollabile. Chiunque abbia una fobia per qualcosa (ad esempio i ragni, gli ascensori, ecc), in presenza dell’oggetto della propria fobia, sperimenta sensazioni quali tachicardia, respirazione accelerata, tensione muscolare, impulso a scappare/fuggire. Al contempo a livello emotivo l’individuo prova sensazioni quali imbarazzo, senso di allarme, incapacità di pensare chiaramente. Pertanto la persona si trova costretta ad evitare le situazioni o gli oggetti temuti, oppure ad affrontarli pagando il prezzo di un estremo disagio.

La maggior parte di coloro che soffre di fobia è pienamente consapevole dell’irrazionalità delle proprie paure, sanno perfettamente che la situazione o gli oggetti che temono in realtà non sono pericolosi ma ciò nonostante continuano a temerli.

Tra le fobie più conosciute si annoverano la Claustofobia, ovvero la paura degli spazi chiusi e l’Aracnofobia, ovvero la paura dei ragni, ma esistono anche altre fobie quali Agorafobia (paura degli spazi aperti), Aerofobia (paura di prendere l’aereo), Autodismorfofobia (paura di emanare cattivi odori), Dismorfofobia (paura di complessi fisici), Euretofobia (paura di arrossire), Zoofobia (paura degli animali in genere), Fobia Sociale (paura intensa di trovarsi in particolari situazioni sociali dove si teme la possibilità di subire il giudizio altrui), Fobia delle Iniezioni e del Sangue, Fotofobia (paura di avere paura, come nei casi in cui si ha timore della ricomparsa di un attacco di panico).

A questo punto sorge lecito chiedersi da dove si originano tali fobie. Spesso il fattore scatenante è rappresentato da un trauma del passato. Tale esperienza traumatica non sempre è consapevole, spesso è nascosta e non si ricorda. Un esempio potrebbe essere quello di un adulto che ha il terrore dei cani per aver fatto esperienza da piccolo con un cane inferocito e aver poi rielaborato quel turbamento fino a sviluppare l’irrazionale paura nei confronti di tutti i cani.

Leggi anche:

LE FOBIE SESSUALI

Classificazione dei Disturbi d’Ansia: le principali forme attraverso cui l’ansia si manifesta

Disturbi d’Ansia, Attacchi di Panico, Fobie, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo Post-Traumatico da Stress

Gestire l'Ansia

I disturbi d’Ansia rappresentano uno stato psichico che conduce l’individuo a sperimentare sensazioni di tachicardia, palpitazioni, dolore al petto, sudorazione, tremori, instabilità, sbandamento, ecc. che origina dal ridotto o assente ascolto dei propri bisogni e quindi delle proprie emozioni a favore dell’ascolto della propria parte razionale (Approfondisci in Come i disturbi d’ansia si manifestano e cosa li origina).

Un esempio utile potrebbe essere quello di trattenere la propria rabbia nei confronti di qualcuno piuttosto che esprimerla per paura di sentirsi giudicati negativamente. Ora i Disturbi d’Ansia possono comparire attraverso forme diverse. Ad esempio c’è chi sperimenta ansia nel prendere un aereo o nel trovarsi bloccato in luoghi troppo chiusi (es. in ascensore), chi vive uno stato ansiogeno nel trovarsi in luoghi affollati o aperti o ancora chi si sente particolarmente terrorizzato al sol pensiero di essere sottoposto ad un’iniezione, ecc.

Di seguito le principali forme attraverso cui i Disturbi d’Ansia si manifestano:

Gestire l’Ansia e gli Attacchi di Panico: istruzioni per l’uso

 

Gestire l'Ansia

Gestire l’Ansia

L’articolo che vi presento nasce con l’intento di fornire alcuni preliminari strumenti su come gestire l’ansia e  gli attacchi di panico. Ho potuto osservare attraverso ricerche sul web che ci sono molti articoli incentrati sui temi dell’ansia e gli attacchi di panico, tutti per la maggior parte focalizzati sulla definizione di tali problematiche a partire dai sintomi fino ad arrivare alle conseguenze sociali ed affettive che tali sintomi provocano. Per cui non mi soffermerò a spiegare cosa sono ansia ed attacchi di panico (per chi volesse approfondire di seguito il link DISTURBI D’ANSIA).Quello che intendo far io attraverso la stesura di quest’articolo è spiegare quelle che sono le regole principali dei meccanismi ansiosi per poter trarre da queste regole degli strumenti utili per gestire l’ansia e gli attacchi di panico e per cambiare il proprio rapporto fin da oggi con l’ansia.

Al fine di rendere la spiegazione applicabile a livello concreto per ognuno di voi mi avvalgo di un esempio. Immaginate di essere a casa vostra e di trovarvi con un gruppo di amici discutendo sul da farsi per la serata. Le opzioni sono andare a mangiare qualcosa fuori oppure andare al cinema. Si tratta di una tranquilla situazione ordinaria ma iniziate a percepire dentro di voi uno stato di ansia e temete che improvvisamente possiate sentirvi ancora peggio. A questo punto vi ponete la domanda se è il caso di uscire o rimanere a casa. Prevale quella che si chiama la “Paura della Paura”, ovvero la paura che possiate sentirvi peggio.

Gestire l'Ansia

Gestire l’Ansia

A questo punto l’indicazione è di iniziare a ragionare come se foste voi l’Ansia. Provo a spiegarlo in termini diversi. L’ansia è una sensazione che compare nel momento in cui, piuttosto che ascoltare i nostri bisogni e le nostre emozioni, agiamo in base a ciò che è giusto fare o che dobbiamo fare. Immaginate, considerando l’esempio presentato, che il vostro desiderio sia quello di andare al cinema, mentre tutti gli altri vogliono andare a mangiar fuori. Voi volete andare al cinema per quelle che sono le vostre motivazioni: ad esempio volete fare un’uscita spendendo poco, oppure desiderate vedere un film in particolare, ma tutti gli altri vogliono andare  a mangiar fuori e poiché comunicarlo potrebbe portarvi a sentirvi poco accettati dal gruppo scegliete di non dir nulla e di adeguarvi alla scelta degli altri. A questo punto, nel momento in cui uscite fuori, in un luogo aperto, i vostri sintomi iniziano a manifestarsi in maniera più violenta ed iniziate a trovarvi a vivere una crisi d’ansia o un attacco di panico. Manifestate sintomi quali tachicardia, palpitazioni, sudorazione, paura di morire, ecc. e percepite sensazioni di impotenza nel gestire ciò che accade. Pertanto la prima regola da conoscere per affrontare gli attacchi di panico è: ascolta i tuoi bisogni e agisci per soddisfarli. Nell’esempio, avreste potuto comunicare ciò che non vi andava bene e dire “Io non voglio andare a mangiare fuori, ma preferisco andare al cinema. Se voi non avete voglia di andare al cinema non mi chiedete di fare una cosa che non sento”. Quindi date onore a quelli che sono i vostri bisogni. Se voi non li ascoltate e li trattenete, l’unico modo che avranno per venir fuori sarà attraverso il corpo, attraverso tutte quelle sensazioni corporee che identificano l’ansia e l’attacco di panico. Pertanto provate ad affrontare paura, timidezza, imbarazzo. Il trucco è dire la frase: “Lo faccio con paura, lo faccio con imbarazzo, lo faccio con timidezza” per rendervi conto che nel momento in cui agite paura, imbarazzo, vergogna si riducono sempre di più fino a sparire. Non è importante far piacere agli altri ma piuttosto prendervi cura di voi. Pertanto se l’ansia compare chiedetevi, come se foste voi l’ansia, “In cosa non mi sto ascoltando? Cosa sto facendo che non voglio fare?”, e probabilmente individuerete cosa non vi sta bene e cosa potete fare per cambiare il vostro comportamento adeguandolo alle vostre emozioni ed ai vostri bisogni.

Ora è da sottolineare come la comparsa di ansia e attacchi di panico abbia una propria origine. Come individuarla? Basta concentrarsi un attimo e rintracciare il primo episodio in cui l’ansia è comparsa. Magari ricordi, ad esempio, che quando eri adolescente c’erano dei momenti a scuola in cui sentivi l’ansia. Magari ti rendevi conto che nonostante il tuo impegno ti trovavi ad avere un’insegnante che non valorizzava i tuoi sforzi, per cui tornavi a casa ed invece di sentirti incoraggiato o difeso dalla tua famiglia, ti sentivi abbandonato o non preso in considerazione così come desideravi, ed invece di urlare e di far sentire il tuo disagio preferivi stare in silenzio continuando a fare il bravo ragazzo. In questo caso piuttosto che dare ascolto alla tua rabbia, continuavi a far quello che gli altri ti dicevano di fare con la speranza di sentirti valutato positivamente. Pertanto il non ascolto delle tue emozioni ha provocato la comparsa dell’ansia, stato d’ansia che si è consolidato nel tempo e peggiorato a causa della scelta di rimanere all’interno di uno schema comportamentale imparato da piccolo, ovvero “Se fai ciò che mamma e papà vogliono, loro ti vorranno sempre bene”.  Pertanto, ritornando indietro nel tempo è possibile risalire a quelle che sono state le nostre scelte comportamentali, sviluppate a discapito dell’ascolto delle nostre emozioni, che hanno provocato la nostra attuale condizione.

L’ultimo aspetto che voglio trattare sono i vissuti attraverso cui l’ansia può esplodere. E’ importante specificare come l’ansia rappresenti uno strumento che noi abbiamo per proteggerci, per aiutarci, come detto prima, ad ascoltare i propri bisogni. Ad esempio, sono ansioso per un colloquio di lavoro ma so che quell’ansia è naturale poiché dovrò affrontare una prova. Pertanto l’ansia è necessaria per permetterci di mettere tutto l’impegno necessario a far sì di dare il meglio nella prova che abbiamo da affrontare. L’ansia diventa patologica, invece, quando particolari eventi subentrano nella nostra vita, facendocela percepire come incontrollabile. Mi riferisco a vissuti di abbandono, come la fine di una relazione di coppia o di separazione dalle figure genitoriali o ancora il lutto, e altri ancora. Si tratta di esperienze di vita dove perdiamo il contatto con le nostre figure importanti di riferimento con la consapevolezza che nulla tornerà più come prima. Ora non sempre si è consapevoli che tali esperienze hanno provocato l’esplosione dell’ansia e, nella maggior parte dei casi, anche la comparsa degli attacchi di panico.  E’ proprio qui che interviene la Psicoterapia come un aiuto concreto al fine di individuare quelli che sono stati sia gli episodi che hanno provocato la comparsa dei sintomi ma soprattutto la rielaborazione delle emozioni negative da tali vissuti originate.

Concludo specificando come ognuno possiede la propria storia e come ogni caso è a sé. Nel presente articolo mi sono avvalsa di esempi nei quali alcuni di voi potranno identificarsi, mentre altri no. Ciononostante spero che tali esempi possano facilitare ad ognuno di voi la comprensione di come l’ansia si origina, come agisce e quali possono essere dei piccoli passi da effettuare per facilitarne la gestione ed l’eventuale scomparsa.

Dott.ssa Ilaria Rizzo