Disturbi dell’Umore

QUALI SONO I DISTURBI DELL’UMORE? QUALI SONO LE CARATTERISTICHE ED I SINTOMI CHE DISTINGUONO I DISTURBI DELL’UMORE? QUANDO SI PUO’ PARLARE DI DEPRESSIONE E QUANDO DI DISTURBO BIPOLARE? COSA FARE QUANDO SI SOFFRE DI DISTURBI DELL’UMORE? QUAL’E’ IL TRATTAMENTO PER DEPRESSIONE E DISTURBO BIPOLARE?

Nel presente articolo cercherò di rispondere a questi interrogativi provando, attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice, a rendere chiaro quali sono i meccanismi attraverso cui si originano i disturbi dell’umore (nello specifico depressione e disturbo bipolare) e quale trattamento è consigliabile.

depressione-chiedi-aiuto-psicologoI disturbi dell’umore principali sono due:

  • il disturbo depressivo maggiore (detto anche disturbo unipolare)
  • il disturbo bipolare.

Vediamoli nel dettaglio

Disturbo depressivo maggiore: sintomi, cause, trattamento

N.B. In psicologia non si parla semplicemente di depressione ma quella che comunemente viene definita depressione è chiamata Disturbo di Depressione Maggiore. Per cui, andando avanti nella lettura, userò l’espressione specifica di “Disturbo di Depressione Maggiore” per riferirmi alla depressione

Quali sono i sintomi che caratterizzano un disturbo di depressione maggiore?

ll disturbo depressivo maggiore si caratterizza da:

  • Uno stato emotivo di grande tristezza e apprensione,
  • Sensi di colpa, abulia , isolamento sociale, insonnia o ipersonnia
  • Alterazione del livello di attività (inteso come rallentamento psicomotorio o dell’agitazione)
  • Perdita di appetito e calo del peso oppure aumento dello stesso e incremento del peso
  • Perdita del desiderio sessuale
  • Mancanza di energia, stanchezza
  • Concezione di sé negativa, autobiasimo, autoriprovazione, autosvalutazione
  • Sensazione che nulla abbia più valore, perdita di interesse nei confronti delle attività che si svolgevano precedentemente
  • Incapacità di provare piacere per qualunque attività, pensieri di morte o di suicidio.

depressione-psicologoLe persone depresse non sono in grado di concentrare l’attenzione su qualcosa. Questo per loro costituisce uno sforzo estenuante e insopportabile; non riescono a ricordare ciò che viene loro detto o che apprendono attraverso la lettura, così come risulta loro faticoso fare conversazione.

Le persone depresse si esprimono generalmente attraverso poche parole, facendo lunghe pause e parlando lentamente, e il tono di voce è basso e monotono.

Il comportamento motorio può variare: alcuni siedono in disparte per ore rimanendo in silenzio, mentre altri sono molto agitati e non riescono a stare seduti, preferendo camminare avanti e indietro, stropicciarsi le mani, sospirare o lamentarsi.

La depressione maggiore colpisce anche la capacità di affrontare i problemi: gli individui che ne sono affetti risultano essere totalmente privi di idee e strategie circa la sua risoluzione e vivono ogni momento con un sentimento di oppressione. Possono giungere a trascurare la propria persona al punto di non curarsi dell’igiene e dell’aspetto.

Quali sono le cause della depressione maggiore?

La depressione maggiore può colpire chiunque. Le cause della depressione possono essere molteplici e diverse da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, lutti familiari, problemi di lavoro,…). Le ricerche mostrano tuttavia la presenza di due fattori di rischio principali come cause della depressione:

  • il fattore biologico: alcune persone nascono con una maggiore predisposizione genetica verso la depressione;
  • il fattore psicologico: le esperienze e i comportamenti appresi nel corso della propria storia di vita  possono rendere vulnerabili alla depressione.

Il trattamento nella depressione maggiore

Come ampiamente dimostrato in letteratura la psicoterapia si dimostra efficace per il trattamento e la cura della depressione. Cosa fa la psicoterapia nei casi di depressione?

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Trattamento nella depressione

La psicoterapia nei casi di depressione s’incentra su:

  1. Individuare le cause da cui è scaturito lo stato depressione.
  2. Facilitare una presa di consapevolezza per l’individuo su quali sono i suoi modi e le sue strategie disfunzionali attraverso  cui ha affrontato con scarso successo gli eventi scatenanti la depressione.
  3. Portare l’individuo a costruire migliori abilità per affrontare le difficoltà quotidiane. Così, ad esempio, si può insegnare alla persona modalità comunicative più efficaci o strategie per risolvere i problemi nei quali si trova coinvolto.
  4. Invitare la persona a riprendere gradualmente le attività che sono state abbandonate, magari cominciando da quelle più piacevoli, e a sviluppare comportamenti più funzionali per risolvere i propri problemi, a pensare in modo più equilibrato e razionale.

Passiamo adesso a parlare del Disturbo Bipolare.

QUALI SONO I SINTOMI CHE CARATTERIZZANO IL DISTURBO BIPOLARE? DA DOVE HA ORIGINE IL DISTURBO BIPOLARE E QUALE TIPO DI TRATTAMENTO PREVEDE?

Disturbo bipolaresintomi, cause, trattamento

Il disturbo bipolare si caratterizza dall’alternanza di stati emotivi depressivi e lo stato emotivo chiamato ‘MANIA.

La Mania consiste in un’intensa ma infondata euforia accompagnata da irritabilità, logorrea, iperattività, scarsa capacità di attenzione, creazione di piani grandiosi e inattuabili.

La mania si può presentare in persone che soffrono di episodi di depressione.

N.B. Raramente è stata riscontrata in soggetti che non ne soffrissero.

disturbo-mania-psicologo.jpgL’episodio maniacale può durare da alcuni giorni a mesi. Si manifesta attraverso il flusso incessante di commenti espressi a voce molto alta e pieni di battute, giochi di parole, rime ed esclamazioni. È molto difficile interrompere un simile eloquio, e questo porta ad un ulteriore sintomo, che è quello della FUGA DI IDEE, ovvero l’incapacità di discorrere circa un preciso argomento senza saltare da un argomento all’altro, manifestando coerenza soltanto in piccolissimi frammenti di discorso.

Nei soggetti affetti da mania il bisogno maniacale di attività si manifesta anche attraverso:

  • Un’inopportuna ed invadente socievolezza
  • La tendenza ad essere indaffarati senza un vero scopo
  • L’incapacità di realizzare che tutte le idee sono destinate a fallire.

I tentativi di tamponare gli impeti di questo genere provocano rabbia e a volte reazioni furiose.

All’interno del disturbo bipolare si verificano anche:

  • Un aumento del livello dell’attività in ambito lavorativo, sociale e/o sessuale.
  • Una diminuzione del bisogno di dormire.
  • Un’ipertrofia dell’autostima che comporta la convinzione di avere capacità e poteri al di fuori dal comune.
  • Coinvolgimento eccessivo in attività piacevoli, le quali però generalmente hanno conseguenze spiacevoli, come ad esempio fare spese folli.

Oltre agli episodi maniacali, nel disturbo bipolare possono trovarsi anche EPISODI MISTI, comprendenti sia i sintomi della mania che quelli della depressione. La maggior parte dei soggetti affetti da tale disturbo esperisce entrambi gli episodi.

Quali sono le cause del disturbo bipolare?

Le cause possono dipendere da una predisposizione genetica con familiarità positiva per i disturbi dell’umore, che si traduce in disturbo vero e proprio solo nei casi in cui sono presenti anche fattori ambientali ansiogeni e stressanti e fattori di personalità pre-morbosa.

Il trattamento nel disturbo bipolare

Il trattamento nel disturbo bipolare prevede psicoterapia a volte accompagnata da una cura farmacologica (in base alla tipologia e alla gravità del caso).

La Psicoterapia nel trattamento del disturbo bipolare, come nel disturbo di depressione maggiore mira a:

  1. Individuare le cause da cui è scaturito lo stato di mania e/o depressione.
  2. Facilitare una presa di consapevolezza per l’individuo su quali sono i suoi modi e le sue strategie disfunzionali attraverso  cui ha affrontato con scarso successo gli eventi scatenanti il disturbo.
  3. Portare l’individuo a costruire migliori abilità per affrontare le difficoltà quotidiane. Così, ad esempio, si può insegnare alla persona modalità comunicative più efficaci o strategie per risolvere i problemi nei quali si trova coinvolto.
  4. Invitare la persona a riprendere gradualmente le attività con un’intensità adeguata e non eccessiva e a sviluppare comportamenti più funzionali per risolvere i propri problemi, a pensare in modo più equilibrato e razionale.

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