Attacchi di Panico

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Gli Attacchi di Panico  possono essere definiti come episodi caratterizzati da sintomi quali palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore. La presenza di tali sintomi porta l’individuo a vivere in un costante stato di allarme e paura causato dalla preoccupazione che l’attacco di panico possa ricomparire. E’ facile quindi comprendere come diventi pressoché impossibile uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus o guidare l’auto, stare in mezzo alla folla o in coda, e cosi via.

A questo punto, la strategia che l’individuo sceglie di usare è l’evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene. Diviene quindi schiavo dei propri Attacchi di Panico. Spesso costringe tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo e ad accompagnarlo ovunque, con l’inevitabile senso di frustrazione che deriva dal fatto di essere “grande e grosso” ma dipendente dagli altri. Tale frustrazione può divenire anche causa della comparsa di sintomi depressivi.

 

La domanda che maggiormente ci si pone è come gli Attacchi di Panico si generino? La spiegazione risiede nel nostro funzionamento cerebrale. Quando abbiamo un attacco di panico nel nostro cervello si attiva erroneamente un apparato deputato a rispondere ai pericoli. Delle aree che dovrebbero essere spente si accendono per errore e ci segnalano una situazione di pericolo che in realtà non c’è. Per questo motivo ci spaventiamo così tanto e avvertiamo l’istinto di fuggire dalla situazione in cui ci troviamo.Nello specifico le due zone del cervello che in questo meccanismo sono coinvolte principalmente sono l’amigdala, deputata al riconoscimento delle emozioni, e l’ippocampo, organo coinvolto nella conservazione della memoria. Queste strutture all’interno del nostro cervello sono molto vicine tra loro. Pertanto, nel momento in cui nell’ippocampo riemerge il ricordo dell’attacco di panico (e della paura provata), sollecitato ad esempio da un luogo simile a quello della “prima ATTACCO PANICOvolta”, l’amigdala, che è la sua vicina, entra di nuovo in allarme. Questo cortocircuito spiega il meccanismo della “paura della paura”, frequente nelle persone che vivono gli attacchi di panico.Questo è quello che avviene dal punto di vista neurologico ma cosa accade dal punto di vista psicologico? Ovvero quali sono le cause psicologiche scatenanti l’attacco di panico? Ovviamente non è possibile rintracciare un motivo unico per tutti. Ogni caso è a sé. E’ possibile però rintracciare degli elementi comuni nelle persone che soffrono di attacchi di panico. Ad esempio la presenza di eventi stressanti (es. un cambiamento nella propria vita, separazioni, lutti), difficoltà a tollerare le separazioni anche brevi dalle persone care, un conflitto interiore che non si riesce a comprendere, la mancanza di punti di riferimento interni o esterni.Per guarire dagli Attacchi di Panico la psicoterapia rappresenta un’ottima soluzione, a volte anche combinata ad un trattamento farmacologico. Attraverso la Psicoterapia l’individuo sarà guidato inizialmente nell’individuazione della causa che ha scatenato la presenza di tali sintomi per poi aiutarlo ad individuare nuove strategie di comportamento al fine di ripristinare un equilibrio ed un benessere psicologico.Di seguito alcune piccole tecniche utili in caso di presenza di attacco di panico:

  • Per quanto possibile provare a non opporsi all’attacco di panico. Può aiutare l’espressione “Lascia che sia”. Per cui l’individuo si vive l’attacco di panico prendendo consapevolezza che nel giro di pochi minuti sarà tutto passato. E’ importante portare la respirazione ad un ritmo lento.
  • Ingannare la mente: compiere un’azione semplice come disegnare o contare in modo tale che vengano attivate altre zone del cervello e la parte limbica, che sta producendo una risposta d’allarme, pian piano si disattiva.
  • Nei casi in cui si perde il controllo della situazione è prioritario il cercare di riprendere il contatto con la realtà utilizzando piccoli trucchi quali ripetere dentro di sé il giorno della settimana, l’ora, dove ci si sta recando, e concentrarsi sulle cose concrete da fare in quel momento, anche se inizialmente tutto questo può apparire difficile.

E’ importante precisare, però, che queste tecniche non sostituiscono in nessun modo un percorso di psicoterapia. Attraverso la psicoterapia, infatti, è possibile scoprire i motivi sottostanti al panico e risolvere definitivamente le problematiche ad esso connesse.