GENITORIALITA’: LA NASCITA DI UN FIGLIO…DA DUE A TRE….

diventare-genitori-psicologoNel mio lavoro di psicoterapeuta mi sono confrontata più volte con coppie che chiedono aiuto riferendo una crisi di coppia conseguente alla nascita di un figlio.

In breve vorrei accennarvi un caso:

Mauro e Stefania dono due giovani del centro Italia. Hanno rispettivamente 36 e 32 anni, sono fidanzati da circa 8 anni, sposati da 4 e da 10 mesi  Giulio è entrato a far parte della loro vita.

Mauro e Stefania riferiscono che la nascita di Giulio è stato un evento davvero emozionante, quanto “esplosivo”. Tutto è cambiato. I ritmi della giornata sono scanditi dalle esigenze del bambino, così come i momenti di riposo e svago, ma soprattutto ad essere cambiato è il loro rapporto di coppia.

Mauro: ”Da quando è nato il bambino io sono diventato invisibile, mia moglie non si cura più di me come faceva un tempo. Ogni suo sguardo è rivolto al bambino. Mi ha abbandonato. È spesso nervosa.”

Stefania: “Io sono molto stanca, ogni energia che ho la impiego su mio figlio e Mauro non mi aiuta abbastanza. Dopo il parto io non sono più padrona del mio tempo, del mio corpo, e…del mio sonno…! Non riesco a lavorare, ed a volte mi sento molto sola, nessuno mi capisce. Non ho né tempo né voglia di parlare ”

Da queste poche frasi traspare come Mauro e Stefania si trovino in un momento di “impasse”, il loro da un rapporto a due si è trasformato in un rapporto a tre e questo, al contrario di quanto si possa credere, non è per niente facile da affrontare.

genitorialitaMoto spesso le mamme vengono completamente assorbite dal neonato. Come vuole la natura le donne assolvono al loro dovere di madri concentrandosi sui bambini e spesso purtroppo dimenticando o non avendo il tempo per se stesse e per il partner. Spesso le donne si sentono stanche e cariche della responsabilità di accudire h24 un nuovo essere umano che in realtà è ”uno sconosciuto”.

I padri dal canto loro si sentono esclusi da questa relazione madre-bambino, cercando di capire come entrare a farne parte. Spesso sono loro a dover affrontare (praticamente) la nuova situazione economica che all’inizio può essere percepita come molto pesante. L’uomo che diventa padre spesso fatica a chiedere le attenzioni “ritirandosi” nelle preoccupazioni.

In questo clima frenetico tutto diventa più faticoso, possono nascere rancori e preoccupazioni che non trovano uno sfogo.

Di certo non è mai esistita una coppia il cui funzionamento emotivo non abbia vacillato o non sia stato intaccato dalle varie trasformazioni. Una coppia infatti evolve nel corso della vita. Essa  ha un ciclo vitale che comporta vari momenti come l’innamoramento, il matrimonio o la convivenza, la nascita di un figlio ecc., così deve di continuo ristrutturarsi e adattarsi in funzione ai cambiamenti. Questi eventi richiedono significativi cambiamenti emotivi nei partner che possono determinare una difficoltà emotiva di coppia.

Molte tensioni ed incomprensioni sembrano nascere dalla disillusione provata o vissuta con rancore da uno o ambedue i coniugi quando l’altro non assolve al ruolo attribuito. Questo può accadere in corrispondenza della  nascita di un figlio che richiede un nuovo adattamento di coppia che da coniugale diventa genitoriale.

La genitorialità è qualcosa che modifica profondamente e durevolmente le singole personalità dei genitori e la coppia che diviene famiglia e dovrà sviluppare la capacità di occuparsi e preoccuparsi del benessere del nuovo arrivato.

La coppia dovrà modificare il suo equilibrio, permettendo alla genitorialità, che si costituisce sia dai genitori sia delle caratteristiche del figlio, di stabilizzarsi. In tal modo l’essere padre o madre non sono mai un prodotto individuale, ma l’espressione dell’interazione che si evolve e si modifica nel tempo determinando mutamenti interni ed esterni.

Se nell’innamoramento ad essere centrale nella coppia è “l’essere con l’altro” ora è “il bambino” a diventare centrale.

Il passaggio dalla relazione a due ad una relazione a tre comporta una serie di profonde modificazioni ed elaborazioni nell’universo emotivo della coppia. Si assiste ad una redistribuzione delle energie (come nel caso di Mauro e Stefania) a favore di un processo che possa includere i bisogni corporei, affettivi, emotivi, cognitivi e sociali del bambino.

Il figlio nella coppia può rappresentare “l’altro da sé”, il diverso, l’imprevedibile, che come tale può essere accettato o rifiutato.

Se ciascun partner è capace di accettare le parti nuove che l’altro potrà attivare in quanto genitore scoprirà anche un suo nuovo modo di essere. 

In questa situazione aperta ai cambiamenti la coppia sarà capace di accettare il bambino come componente della famiglia.

genitorialita2Come abbiamo visto nel caso di Mauro e Stefania però a volte a causa della stanchezza, della routine che diventa molto frenetica, dell’attenzione che si sposta completamente sul bambino, si perde la voglia di “impiegare energie” su se stessi e sul partner. In questi casi chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta può agevolare i partner nel ritrovare l’armonia, costruendo un nuovo equilibrio, una nuova immagine della famiglia che includa la genitorialità.

Con l’aiuto di un esperto si potrà lavorare sulla comunicazione volta alla risoluzione della conflittualità. In questo modo ad ogni partner sarà possibile avere maggiori informazioni sull’altro e su come egli stesso è percepito dal compagno. Gli scambi comunicativi spesso possono contraddire le proprie aspettative, facendo emergere l’urgenza di un cambiamento nel comportamento per adattarsi alla nuova situazione.

L’attenzione si potrà concentrare sullo spazio creativo della coppia, spazio che permette di rintracciare soluzioni nuove per la situazione vissuta.

La terapia stessa diventa un momento d’incontro, un momento intimo che non include il terzo (bambino) e permette di rientrare in quella situazione a due, momento esclusivo della coppia.

Per affrontare questi cambiamenti evolutivi infatti è molto importante non perdere di vista il fatto che:

sono i partner a costruire la famiglia,

 ognuno di loro ha un posto, ed uno spazio all’interno di essa.

E’ la coppia a fondare la famiglia e se si perde di vista questo anche i figli (seppur piccoli) potranno risentire del clima non sereno. Piccole attenzioni, comunicazione, creare momenti di coppia esclusivi, cercare di sostenere l’altro sono tutti ingredienti che ben possono proteggere ed aiutare nel superamento di un momento di cambiamento.

3 thoughts on “GENITORIALITA’: LA NASCITA DI UN FIGLIO…DA DUE A TRE….

  1. Io con la seconda figlia ed il secondo marito sono stata molto fortunata. Una bambina buonissima che non ci ha mai fatto perdere una notte di sonno ed un marito esemplare che mi ha aiutato sempre sostituendosi a me anche nelle incombenze che stupidamente si dice che “è roba da donne”. Forse sono stata l’eccezione alla regola

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