I DANNI PSICOLOGICI DELLE CATASTROFI

Il normale svolgersi della vita a volte può essere sconvolto da eventi critici e catastrofici di varia natura e portata. In questi casi forti sensazioni, emozioni e stati d’animo mettono a dura prova il normale equilibrio psico-fisico delle persone coinvolte. Tra questi troviamo:

  • un disastro naturale (terremoti, alluvioni, tsunami ecc);
  • coinvolgimento in atti criminali, sia come vittima che come testimone diretto;
  • un ricovero ospedaliero improvviso e imprevisto;
  • la perdita improvvisa di una persona cara;
  • un incidente d’auto;
  • violenza fisica e/o sessuale;
  • scenari di guerra (per i militari).

Chi è stato protagonista di uno di questi eventi  può aver subito sensazioni di morte o di minaccia dell’integrità fisica che riguardano personalmente lui o persone care. Questa situazione porta sempre con sé il rischio di una ferita psichica che nel tempo può risultare altrettanto grave e profonda di una ferita fisica. Gli elementi che caratterizzano una catastrofe e che ne determinano in larga parte il fortissimo impatto psicologico hanno a che fare con l’imprevedibilità e con la gravità dell’evento. Il carattere improvviso, imprevedibile e drammatico di tali eventi colpisce fortemente la sicurezza psichica delle vittime, la fiducia o meglio il bisogno di contare su un mondo costantemente stabile e prevedibile. Questo comporta un generale senso di disorientamento che mette a dura prova l’equilibrio psichico.

ANSIA DA CATASTROFE

ansiaSi può parlare di una vera ansia da catastrofe che impedisce la gestione delle attività quotidiane. Tutto diventa estremamente complesso e vissuto con pesante angoscia. Può accadere che le persone non si rendano conto di ciò che è successo, non sappiano immaginarsi il futuro, temano per la sorte di parenti, amici o conoscenti e vivano in un continuo stato di allarme. Questa ansia, che spesso accompagna i vissuti individuali, può trasformarsi in ansia anticipatoria, che mette in condizione di sospensione e addirittura di difesa da qualcosa che sta per accadere. La quotidianità viene vissuta come qualcosa di precario, appeso a un filo.
La paura può investire tutte le aree della propria vita, ma anche quelle dei propri cari, dei figli, dei coniugi, dei genitori, giungendo a far mettere in atto comportamenti preventivi per proteggere se stessi e chi vive accanto. La sensazione di pericolo invade la persona facendola vivere in continuo stato di allarme.

Le condizioni di forti e drammatici cambiamenti richiedono altrettanto forti e veloci adattamenti. Gli stili di risposta delle persone, funzionali o disfunzionali che siano, possono essere molteplici. Nella maggioranza dei casi anche se non si hanno gravi conseguenze si può sperimentare un forte disagio emotivo che può coinvolgere stati di:

  • Apatia: costituisce il blocco delle sensazioni. Insorge quando si prende coscienza della gravità della situazione. Si evita di pensare o di parlare dell’evento traumatico e ciò può essere interpretato, erroneamente, come segnale di forza d’animo o di insensibilità.
  • Paura: si caratterizza dal timore di subire altri danni, preoccupazione per la sorte dei familiari, timore di essere lasciati soli, di dover lasciare i propri cari, di non farcela a superare il momento difficile, timore che il disastro si ripeta.
  • Tristezza e dolore: causati dalla morte di persone care o conosciute, dalla vista dei feriti e dai danni provocati dall’evento.
  • Colpevolezza: Insorge alcuni giorni dopo l’evento. E’ causata dal senso di colpa di essere sopravvissuto al disastro, di non essere rimasto ferito, di aver salvato parte dei beni e persone care, dal rimpianto per le cose non fatte.
  • Vergogna: Insorge nella vittima nella fase immediatamente successiva all’emergenza. E’ causata dalla consapevolezza di essere sembrato indifeso, emozionalmente vulnerabile, irrazionale, bisognoso degli altri, per non essersi comportato come avrebbe desiderato. Questo sentimento è alimentato dalla sensazione di aver dedicato poca attenzione alle persone care che sono state ferite o sono scomparse.
  • Aggressività: Rabbia irrazionale per quello che è successo, per l’ingiustizia e l’insensatezza dell’avvenimento, dal rancore per chi ha causato il disastro o ha permesso che accadesse, per chi si è dimostrato inefficiente nel portare i soccorsi, per la presunta mancanza di comprensione degli altri.
  • Alternanza di stati d’animo: Nelle vittime di una catastrofe è molto frequente il passaggio repentino da uno stato di prostrazione, sfiducia e delusione, alla speranza quasi euforica, di futuri tempi migliori.
  • Iperattività mentale: Pensieri invadenti sull’evento e le sue conseguenze si alternano agli sforzi di evitarli. Questa iperattività mentale diventa la causa di forti tensioni psicologiche. Si rivive l’avvenimento ripetutamente (soprattutto nel sonno e nelle fasi di riposo in cui si è più rilassati) e ciò è faticoso per la psiche, anche se importante al fine di accettare l’evento.

Le reazioni si possono presentare immediatamente o successivamente al disastro, anche dopo mesi, in maniera blanda o più o meno intensa. I disagi psicologici indicati precedentemente possono essere accompagnati anche da una serie di disagi fisici quali: palpitazioni, tremori, difficoltà respiratorie, costrizioni alla gola ed al petto, nausea, diarrea, tensioni muscolari anche dolorose (ad esempio emicrania, dolori al collo e alla schiena, spasmi al ventre), irregolarità mestruali nelle donne.

Nei momenti in cui è faticoso o difficile mettere in atto adeguati processi di risposta o quando gli stress sono troppo prolungati possono emergere problematiche di tipo psicopatologico come:

  • attacchi di panico, depressione, disturbi ossessivi, reazioni psicotiche, etc.
  • molto frequente è la Sindrome Post-traumatica da Stress o PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Vediamola in dettaglio:

DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS (DPTS)

disturbo-post-traumatico-150x150Questo disturbo è caratterizzato dal rivivere un evento estremamente traumatico vissuto con sentimenti di terrore, impotenza e orrore. Tale evento può essere vissuto in vari modi:

  • la persona sperimenta nell’immaginazione il trauma subito. L’evento si può ripresentare anche periodicamente nei sogni e in allucinazioni.
  • Egli percepisce e sente ancora vivo il dolore fisico e psichico provato.
  • La vittima sperimenta un profondo disagio di fronte a fattori o situazioni che somigliano all’esperienza vissuta.
  • Viene messo in atto un meccanismo di evitamento dei luoghi o delle persone coinvolte nel tragico evento. E’ presente una tendenza ad evitare tutto ciò che ricordi in qualche modo, o che sia riconducibile, all’esperienza traumatica (anche indirettamente o solo simbolicamente).
  • Si può avere difficoltà a ricordare l’ esperienza.
  • E’ presente un’affettività ridotta che porta ad adottare comportamenti indifferenti e distaccati nei confronti degli altri.
  • Insorgenza di sintomi depressivi con diminuzione d’interesse e piacere, di partecipazione alle attività e alle relazioni sociali.
  • Perdita di fiducia: si teme di non riuscire a realizzare i propri obiettivi come carriera, matrimonio ecc.
  • Forte aumento del livello di ansia e di tensione, irritabilità, incapacità di concentrarsi, ipervigilanza ed insonnia.

La letteratura dimostra che non tutte le persone esposte allo stesso evento traumatico reagiscono nella medesima maniera e solo una minoranza sviluppano un Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS). Alcune variabili sembrerebbero spesso presenti in pazienti affetti da DPTS: fattori genetici, familiarità, personalità, traumi pregressi, precedenti problemi comportamentali o psicologici, eventi di vita e, dopo l’episodio, supporto ricevuto ed altri traumi subiti. Per tutte le patologie, fisiche o psichiche, esistono infatti delle condizioni prevalentemente associate alla comparsa del disturbo, ma questo non ne comporta necessariamente il manifestarsi.

LO PSICOTERAPEUTA PUÒ…

trauma.jpgQualsiasi intervento psicoterapeutico sarà più efficace quanto più sarà tempestivo. In queste situazioni il lavoro dello psicoterapeuta mira a:

  • prevenire ulteriori danni fisici e psicologici fornendo sostegno emotivo;
  • operare un lavoro di ricostruzione e rielaborazione dell’evento traumatico;
  • aiutare ad attenuare la risposta sintomatologica;
  • promuovere un ritorno più veloce e completo al benessere psico-fisico precedenti all’incidente;
  • rafforzare, ove possibile, l’aspettativa di una soluzione positiva della vicenda;
  • nel caso di diagnosi di PTSD, aiutare il soggetto ad uscire da questo disturbo.

L’intervento psicologico e psicoterapeutico si rivolge sia alle persone colpite da una catastrofe, da un lutto, da un trauma, sia ai soccorritori, cioè alle persone che intervengono per prime e che, assieme ai traumatizzati, sperimentano sentimenti di impotenza, angoscia, ansia, disperazione. Il rischio che il soccorritore sia emotivamente coinvolto nelle esperienze traumatiche delle persone che soccorre deve essere tenuto in seria considerazione. Contenuti psichici negativi inibiti durante la fase di azione trovano poi la forza di riemergere e manifestarsi nella fase del rilassamento.

Leggi anche:

Disturbo Post Traumatico da Stress

Le diverse forme d’Ansia

Esercizi per superare ansia ed attacchi di panico

Conoscere gli Attacchi di Panico

2 thoughts on “I DANNI PSICOLOGICI DELLE CATASTROFI

  1. Sto vivendo il trauma del terremoto che rivivo guardando la mia casa e le tante cose che sono state scaraventate dalla sua furia. La notte, vorrei non venisse mai per non rivivere quei terribili momenti che mi tormentano. Di giorno vivo freneticamente e dimentico poi tutto quel che ho fatto. Grazie.

  2. Pingback: Ansia: sintomi, cause e trattamento | Dott.ssa Ilaria Rizzo

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