Sessualità ed Adolescenza: l’importanza della comunicazione

images-1-4Essere adolescenti ed essere genitore di un adolescente non è per niente semplice. La comunicazione tra un adolescente ed un adulto è spesso difficoltosa per la diversità di “punti di vista” che coinvolge. Uno degli argomenti spesso poco trattato in famiglia è la sessualità. Questo genere di dialogo e confidenza tra genitori e figli non è abituale in quanto spesso causa di imbarazzo. Eppure una ricerca americana riferita a 25.000 adolescenti sostiene che “la comunicazione sessuale genitore-adolescente è un fattore protettivo per i giovani a supporto di comportamenti sessuali sicuri“. Se la sessualità diventa un tabù in famiglia i ragazzi cercano informazioni all’esterno, tra amici o su internet dove si trovano conoscenze imprecise e spesso pericolose in quanto infondate e dove la sessualità spesso può essere confusa con la pornografia. La scoperta di materiale pornografico in rete avviene entro la terza media nel 70% dei casi. I più giovani hanno continue sollecitazioni a fare cose da adulti.

L’eccitazione ha preso il posto dell’emozione (Alberto Pellai)

La sessualità su web è raccontata come un’esperienza divertente, ma nessuno ne spiega i significati reali. Se a 12-13 anni le fantasie sessuali vengono tutte saturate da immagini esplicite l’adolescente non svilupperà un suo mondo interno. Sarà sempre legato alle immagini viste su web e penserà che la sessualità nella vita reale è uguale a quella della pornografia. Invece è enormemente lontana (Alberto Pellai).

images-5Tra i rischi legati ad una manchevole educazione sessuale troviamo:

  • Fenomeno del Sexting, ovvero scambio di messaggi sessualmente espliciti  di foto e video a sfondo sessuale spesso realizzati con il telefono cellulare o nella pubblicazione tramite via telematica attraverso canali come chat, social network, internet e varie app. Tali immagini, anche se inviate in origine a una ristretta cerchia di persone in seguito si possono diffondere in modo incontrollabile e creare conseguenze devastanti;
  • Gravidanze indesiderate;
  • Diffusione di malattie sessualmente trasmissibili;
  • Sessualità vissuta solo come genitale e non emotiva in una dimensione di strumentalizzazione corporea.

I genitori dovrebbero parlare di sessualità con i propri figli prima che i ragazzi siano sessualmente attivi, educandoli al valore della sessualità intesa come mettersi in sintonia con l’altro. Questo permetterebbe di compiere le proprie scelte personali con serenità e consapevolezza. E’ importante far sapere loro quali sono i rischi associati a pratiche sessuali non protette e quali sono i metodi contraccettivi disponibili, mettendone in luce rischi e benefici.

MAMMA, PAPÀ NON VOGLIO PARLARE!

images-2-3Parlare con figli adolescenti è un’ardua impresa! L’adolescenza è per i ragazzi un momento di intenso cambiamento. Il corpo cambia, i pensieri cambiano, la voglia di autonomia bussa sempre di più nella mente del ragazzo ed il sostegno dei genitori diventa di fondamentale importanza. Gli adolescenti nella continua ricerca della propria identità e soddisfazione dei propri bisogni a volte richiamano l’attenzione adulta con azioni dirompenti ed eclatanti, atti violenti, isolamento, esprimendo le proprie emozioni attraverso questa comunicazione non verbale. Ogni azione nasce dal bisogno di comunicare un messaggio che parte dal loro mondo interno confuso. E’ un modo per chiedere all’adulto di aiutarlo a comprendere quello che gli sta accadendo. Gli adolescenti sono “travolti” dalla scoperta della sessualità, il loro agire nasconde la curiosità, la voglia di sperimentare ed al tempo stesso il timore di “non sapere come si fa”, di non essere all’altezza. Tra amici diventa l’argomento principale ed è qui che spesso nascono messaggi non funzionali. Per quanto faticoso possa essere, i genitori devono riuscire ad aprire un canale di conversazione che ruoti intorno al sesso per permettere ai propri figli di vivere la loro sessualità nella maniera più naturale possibile.

Cosa possono fare i genitori?

images-4In ogni tipo di contesto la comunicazione è il mezzo per entrare in contatto con l’altro. In particolare con i propri figli adolescenti e nel caso di un discorso delicato come la sessualità sta al genitore spingere l’accelleratore per far partire la comunicazione. Diventa fondamentale:

  • mettere a fuoco tutte le forme di comunicazioni esplicite ma anche e soprattutto implicite e non verbali.

Il modo dell’adolescente di porsi in relazione con il genitore, per aprire un dialogo su argomenti che tocchino la sfera dell’emotività, dei sentimenti, della sessualità, è strettamente connesso alla capacità del genitore di tenere aperto un dialogo con loro. Quando parliamo di dialogo non ci si riferisce a frasi del tipo: “Come è andata a scuola? Perché sei tornato tardi? Ma…

  • …la vera comunicazione che dobbiamo essere capaci di aprire deve essere una comunicazione di natura emotiva che permetta di capire cosa passa loro nella testa;
  • trascorrere con loro del tempo nel quale non si fa nulla di particolare se non stare insieme;
  • avere un atteggiamento empatico, cioè provare a comprendere a partire dal punto di vista del figlio, capire gli stati dell’umore, i sentimenti, comunicazioni sul sesso, infatuazioni, passioni, dolori e paure;
  • creare un clima di disponibilità;
  • ascoltare profondamente.

Per far questo è importante:

  • sapersi mettere in discussione.

Il punto di partenza può essere chiedersi cos’è per noi la sessualità? Come vivo questa mia dimensione? Che consapevolezza ho rispetto ai messaggi che il mio corpo manda nell’esprimere la relazione con l’altra persona. Il modo in cui i figli costruiscono la loro idea della parola “sessualità” è influenzato enormemente dai genitori. A volte sapere come la pensiamo, quali sono le nostre paure può “aiutarci ad aiutare”. Se con un bambino piccolo è importante mostrarsi sicuri, forti, con l’adolescente le cose cambiano. Per entrare in dialogo autentico con l’adolescente bisogna saper aprire spazi di vulnerabilità, ammettere che non abbiamo tutte le risposte che essi cercano.

La grande sfida è quella di trasmettere ai figli la positività, la ricchezza, la gioia, la normalità di una sessualità vissuta bene nella quale entra in gioco l’amore, lo stupore, il dono, il gioco. Non basta trasmettere informazioni, c’è in gioco l’esperienza altrimenti ci si limita all’anatomia ed un po’ di morale. Dunque la sessualità raccontata ai figli deve essere impregnata del vissuto dei genitori; i figli fino ai 12-13 anni desiderano sapere come si sono incontrati i loro genitori, quando si sono dati il primo bacio, ecc… Attraverso questa semplice modalità si contribuisce a creare un dialogo evitando silenzi imbarazzanti.

I genitori rispondono anche quando “non rispondono”, quando l’imbarazzo prende il sopravvento!

images-3-1Di certo un argomento delicato come il sesso può creare imbarazzo nel genitore ma sta a lui stesso cercare di superare questa sensazione per il bene dei figli. Quando in un dialogo emergono imbarazzo, esitazione o senso di smarrimento si sta comunicando già qualcosa e questo diventa funzionale se limitato nel tempo. Se questo tipo di comunicazione si protrae, il bambino prima e l’adolescente poi, percepisce questi stati d’animo dei suoi genitori, capisce che sono certi argomenti a creare queste situazioni e di conseguenza preferisce tacere gli “argomenti proibiti”. Quando si domanda a ragazzi di questa fascia di età con chi parlano di sesso, emerge che i genitori vengono quasi sempre rifiutati perché provano verso di essi imbarazzo e vergogna. A questa età non chiedono nulla a riguardo del sesso non perché non abbiano nulla da chiedere e da dire ma poichè si è alzata come una barriera tra loro e i loro genitori, mentre è assolutamente aperto il dialogo con i coetanei. Certamente questa è una difficoltà “fisiologica” del periodo, nel quale uno dei compiti evolutivi importanti per loro è proprio quello di rimarcare la differenza tra loro ed i loro genitori, hanno bisogno di intimità personale, di riservatezza, hanno paura di reazioni spiacevoli da parte dei genitori e di essere presi in giro. Il tono ironico, a volte usato nei loro confronti, è spesso deleterio. Per i genitori è possibile gestire l’imbarazzo utilizzandolo come spunto di riflessione e di confronto (“Che bello che mi fai queste domande: io alla tua età non sarei riuscito/a a farlo con i miei genitori….”). E’ l’occasione per far capire ai figli che le fragilità fanno parte della vita, tutti le abbiamo, ma che possiamo imparare a conviverci, possiamo imparare ad accoglierle, ad accettarle come parte integrante di noi stessi. Ammettere che siamo persone, genitori che possono sbagliare, che hanno fragilità, permette ai nostri figli di affrontare le difficoltà, le loro fragilità consapevoli che nessuno è perfetto. Non siamo onnipotenti e di conseguenza anche i nostri figli non devono esserlo.

Se al nostro tentativo di dialogo il figlio non è stato disponibile per imbarazzo o per la non disponibilità del figlio, si può tranquillamente rimandare ad un momento più opportuno, e i figli sapranno apprezzare questa attenzione del genitore.

Quando parlare di sessualità e sesso?

Una conversazione può essere intrapresa quando certe circostanze permettono o richiedono degli interventi da parte nostra (per esempio se il ragazzo ci racconta che a scuola è successo qualcosa di particolare legato alla sessualità o all’affettività, la notizia in tv, ecc). Le occasioni per parlare di sessualità non devono essere solo “a domanda la risposta” ma si deve saper cogliere gli eventi della quotidianità per intrecciare argomenti che sappiano far crescere e maturare i figli sul piano della sessualità e dell’affettività, a noi sta il compito di trovare le parole giuste.

A chi tocca parlarne?

A tutte le figure educanti che vanno dai genitori agli insegnanti. Non servono grandi conoscenze scientifiche per parlare con i figli/adolescenti di sessualità: tante volte parliamo di cose che non si sanno, ma affrontiamo l’argomento, la sessualità invece è un argomento che conosciamo perché la viviamo. Non ci viene chiesto di parlare della nostra intimità, ma di ciò che conosciamo, le emozioni, la relazione con l’altro, i progetti, i valori. E’ non parlarne mai che non è funzionale perché lancerebbe un messaggio implicito (non verbale) che la sessualità deve essere vissuta come tabù.

4 thoughts on “Sessualità ed Adolescenza: l’importanza della comunicazione

  1. Tutto quello che ha detto mi sembra logico, quello che mi stupisce è che per molti non sia così. . . I miei, in realtà mia mamma mi ha parlato della sessualità fin da piccina, incentivati dal fatto forse che abitando in campagna non era così inconsueto assistere all’accoppiamento di qualche animale o alla nascita di un cuccioli. .. ovviamente per gradi, ma quando alle medie abbiamo fatto educazione sessuale a scuola per me non c’è stato niente di nuovo o quasi, ma sono rimasta decisamente stupita dall’ignoranza di alcuni compagni di classe soprattutto tra i maschi… sapevano cosa fosse il sesso ma gli mancava una grossa fetta del discorso soprattutto per quel che riguarda l’anatomia

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