Le frasi da evitare con i bambini: “Mamma, papà così mi ferite!”

images-3Molte volte per stanchezza, educazione o superficialità gli adulti usano con i bambini espressioni che apparentemente sono innocue ma che in realtà possono risultare disfunzionali sia nella costruzione del rapporto genitore –figlio sia per la crescita sana dei bambini. Ad essere coinvolto è il mondo emotivo dei più piccoli e la loro autostima. I bambini vedono nei loro genitori gli alleati più forti per crescere e per questo possono rimanere spiazzati se gli adulti disprezzano o sminuiscono le loro azioni, i loro comportamenti, le loro conquiste o le loro emozioni. Esprimere le proprie emozioni non è mai sbagliato ma saper regolare questa espressione è di certo sintomo di maturità e consapevolezza di sé. Dal punto di vista degli adulti questa espressione a volte può essere violenta e travolgere i bambini. Essi non riescono a capire che magari “mamma o papà hanno parlato così perché troppo stanchi o perché nervosi per un problema a lavoro”. Lo sforzo che ogni adulto potrebbe fare è quello di cercare di mantenere la “calma” per assumere un modo di esprimersi che riesca a rispettare e valorizzare i più piccoli anche nei momenti di forte tensione emotiva.

Di seguito sono riportate alcune frasi che possono essere considerate  “disfunzionali” e per questo da evitare con i più piccoli. Questa lista può essere utile agli adulti per decidere che tipo di comunicazione intraprendere con i propri figli e per essere consapevoli di quali possono essere le conseguenze.

  1. Se non ti comporti bene ora viene il lupo… la strega… il mostro!

Esprimersi in questo modo con i bambini significa educarli a seguire una regola incutendo loro dei timori infondati e disfunzionali. Agendo in questo modo si insegna ad avere paura piuttosto che a rispettare una regola.

  1. Non si piange!

images-2Dire di non piangere ad un bambino equivale a comunicargli che non deve esprimere le sue emozioni. Soprattutto i bambini molto piccoli utilizzano il pianto come canale comunicativo preferenziale ed esso è denso di significati che l’adulto spesso può sottovalutare. Invece di reprimere questa espressione emotiva potrebbe essere utile cercare di capire perché viene espresso il pianto, per es.”Vuoi dirmi cos’è che ti fa essere triste o arrabbiato?”. Accogliere le emozioni dei più piccoli può essere utile ad aprire un canale comunicativo con i propri figli e di questo di sicuro se ne potrà giovare in adolescenza. Può risultare utile anche spiegare al bambino che cosa sono le emozioni e che magari la rabbia o la tristezza possono far piangere. Un educazione emozionale e di natura empatica è più forte di mille manuali!

  1. Sei un bambino cattivo…..scemo, noioso, disordinato…

Un bambino a cui per tutta la vita vengono affibbiate definizioni finirà per crederci. I bambini attribuiscono importanza alle parole dei genitori e non le mettono in dubbio. Queste frasi ledono l’immagine che i bimbi hanno di loro stessi. Come si sentirebbe l’adulto se il bambino rispondesse così?

  1. Tuo fratello alla tua età già sapeva fare ……

Questa frase può essere molto nociva per l’autostima dei più piccoli. Fare confronti non rispetta la variabilità interindividuale dei bambini che nel corso del loro sviluppo di sicuro avranno ritmi diversi nelle loro conquiste. Questo modo di esprimersi incentiva una competizione inutile che spinge i bambini a voler essere uguale ad un fratello piuttosto che ad un cugino ecc. Questo può inviare un messaggio latente che se non diventa come gli altri allora non sarà apprezzato. Il non essere apprezzato incute nel piccolo il timore di non essere amato dai genitori tanto quanto un fratello.

  1. Se non obbedisci ti tiro uno schiaffo!

images-4Un tempo le botte costituivano in maniera del tutto disfunzionale uno strumento educativo. Ora per fortuna non è più così. Lo schiaffo è violenza, lo schiaffo è umiliazione. I bambini sono Persone tanto quanto gli adulti e per questo meritano rispetto. Alzare le mani insegna ai più piccoli che i problemi o le incomprensioni si risolvono con le mani piuttosto che con le parole. Tra l’altro i bambini non si possono difendere come farebbe un adulto e questo li pone in una condizione di “debolezza” che andrebbe difesa piuttosto che attaccata.

  1. Ora vedi che succede quando tuo padre ritorna!

Questa frase è distruttiva per due motivi. Prima di tutto può mettere in discussione l’autorità del genitore che la pronuncia. In secondo luogo mette in cattiva luce il genitore assente inquadrandolo come il “cattivo” della situazione. Tra l’altro essa è una minaccia che in linea generale può risultare non utile per educare i bambini.

  1. Sbrigati!

Questo tipo di espressione non è compresa dai bambini in quanto non hanno lo stessa percezione del tempo degli adulti, il ritardo è un concetto non ancora chiaro. L’ansia che hanno gli adulti per essere puntuali non è capita dai più piccoli che si ritrovano solo ad essere rimproverati. Potrebbe essere più utile scandire i propri tempi soprattutto rispetto ai tempi dei bambini. Per esempio la mattina si potrebbe anticipare la sveglia per vivere serenamente il risveglio e la preparazione.

  1. Faccio io, tu non sei capace!

Questa comunicazione intacca l’autostima del bambino facendolo sentire inferiore. Questo comporta una limitazione nella conquista dell’autonomia sia sul piano fisico che su quello psicologico. I bambini dovrebbero essere invogliati a fare da soli anche se questo comporta un maggiore investimento di tempo da parte dell’adulto. Tra l’altro l’aiuto del genitore nel compiere un azione dovrebbe essere dato solo se richiesto dal bambino, lasciando a quest’ultimo la possibilità di scoprire le proprie capacità in un clima di fiducia.

  1. I bambini maschi non giocano con la cucina!- Le femminucce non giocano con le moto!

9061487_2.jpgUn’affermazione del genere può portare il bambino o la bambina a pensare che le sue preferenze o potenzialità non vanno bene. In questo modo il bambino potrebbe percepire le sue emozioni come non degne di essere espresse. Lo sviluppo di ogni personalità dovrebbe procedere come libera espressione del proprio sé interiore e non come imposizione di qualcosa di esterno.

  1. Quante storie per una sciocchezza!

Questo tipo di comunicazione sminuisce le emozioni del bambino. Più funzionale potrebbe essere porsi nei confronti del bambino con un atteggiamento empatico e di comprensione del dispiacere. Ciò che risulta una sciocchezza per un adulto può essere una montagna per un bambino. Tra l’altro questo atteggiamento dell’adulto potrebbe provocare nel bambino un atteggiamento di chiusura perché non si sente accettato. Il tutto potrebbe portare ad una rottura nella comunicazione difficile da recuperare una volta che il bambino sarà diventato adolescente.

Concludo con una poesia che ben può descrivere il difficile mestiere di essere genitori.

I vostri figli

… e una donna che aveva al seno un bambino disse: parlaci dei figli. Ed egli rispose:

I vostri figli non sono figli vostri…sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.
(Kahlil Gibran)

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