GRAVIDANZA E MATERINTA’: una nuova identità

cambiamenti-gravidanzaLa vita psichica di una donna cambia in modo sostanziale durante la gravidanza e con la successiva nascita di un bambino.

Già dai primissimi anni dell’infanzia le bambine iniziano ad abbozzare idee e fantasie frammentarie sull’essere mamme. Queste idee si fanno più dettagliate durante l’adolescenza ed assumono nuovi significati durante l’innamoramento. Una gravidanza prepara veramente ad essere madri e durante i nove mesi, in un certo senso, sono tre le gravidanze che procedono contemporaneamente:

  • Il feto fisico cresce nel ventre con conseguenti cambiamenti sostanziali per il corpo della madre di natura fisica ed ormonale;
  • L’assetto psichico della donna si orienta verso la maternità;
  • Il bambino immaginario prende forma nella mente della madre.

La donna dopo la nascita del proprio bambino si troverà ad essere una persona diversa, nuova. Questa trasformazione comporta dei cambiamenti importanti carichi di ripercussioni emotive:

Il passaggio da figlia a madre: quando nasce un bambino la donna comincia a privilegiare il suo ruolo di madre rispetto a quello di figlia. Questa trasformazione avviene in un lasso di tempo breve. Essa può comportare un profondo senso di perdita o al contrario una straordinaria conquista. Questo spostamento d’identità comporta un intreccio di emozioni. La madre si trova ad essere allo stesso tempo felice per il piccolo che è nato e triste per ciò che ha lasciato dietro di sè.

Vedere il marito con occhi diversi: la percezione che le neomamme hanno dei loro compagni si modifica. Esse sono attratte dai loro uomini sulla valutazione di abilità paterne. Sarà utile ai neopapà sviluppare capacità di accudimento, cooperazione e creatività.

Assicurare la sopravvivenza del bambino: sia nella vita intrauterina che in quella extrauterina la maggior parte delle donne prova un senso di sgomento quando si rende conto che la sopravvivenza di un altro essere umano dipende da loro. Ne segue un forte coinvolgimento emotivo che si affievolisce osservando il normale sviluppo del bambino. La madre con il tempo comprende di avere la capacità di dare al piccolo ciò di cui ha bisogno.

Modificazioni della sensibilità: le reazioni di una neomamma sono completamente diverse da quelle avute in precedenza. Si sviluppa un’accresciuta sensibilità e reattività con un repertorio di reazioni e comportamenti istintivi mai avuti prima.

Maternità e libertà: il lavoro, i momenti di svago, i rapporti sociali subiscono importanti cambiamenti. La neomamma non è più libera di agire come vuole, e non può più rendere conto di ciò che fa solo a se stessa. Deve organizzarsi per far convivere l’essere mamma con l’essere donna.

L’ASSETTO MATERNO

donna-incintaAttraverso la gravidanza e la nascita fisica del bambino la mamma dà origine non solo ad un nuovo essere umano ma alla propria nuova identità: il senso dell’essere madre. Questo nuovo assetto materno non nasce nell’istante in cui il neonato emette il primo vagito, ma emerge gradualmente dal lavoro che si è andato accumulando durante la gravidanza. Nel corso dei nove mesi ogni neo madre sviluppa un assetto mentale fondamentalmente diverso da quello che aveva in precedenza ed entra in un campo d’esperienza sconosciuto alle non-madri. Non contano le motivazioni, le vulnerabilità, le reazioni emotive avute in passato. L’assetto materno andrà ad occupare con forza l’area centrale della vita interiore e le imprimerà un carattere tutto nuovo. Diventare madre comporta che la mente sia concentrata per un certo tempo quasi unicamente sul bambino. Questo:

  • Determina pensieri, paure, speranze, fantasie;
  • Influenza le emozioni e le azioni;
  • Affina il sistema sensoriale e di elaborazione di informazioni,;
  • Imprime una svolta non solo nelle scelte e preferenze ma anche nella gran parte dei valori;
  • Influenza in modo sorprendente tutte le relazioni precedenti;
  • Comporta una ridefinizione del ruolo che si occupa nella propria famiglia.

E’ importante precisare che ogni donna “diventa mamma” più e più volte con certezza crescente nei diversi mesi. La nuova identità può sbocciare in un momento qualsiasi della gravidanza per configurarsi poi con maggior precisione dopo la nascita del bambino. Essa può dispiegarsi pienamente dopo parecchi mesi di cure a casa,

quando la mamma si rende conto di essere divenuta madre ai propri occhi.

Questa trasformazione è carica di aspettative. La donna deve abituarsi al cambiamento e ad un intenso travaglio emotivo, alla stanchezza, ma quando si guarderà indietro l’essere diventata mamma le sembrerà una delle imprese più straordinarie mai realizzate.

NOVE MESI DI FANTASIE: IL BAMBINO IMMAGINARIO

Durante la gestazione sono tante le domande che si fanno strada: “come sarà questo bambino? Io che madre sarò”. L’immaginazione lavora al massimo per dare vita a scenari dove si muovono il bambino, il proprio Sé come madre, il futuro padre e i futuri nonni.

Spesso l’elaborazione attraversa i sogni a occhi aperti e quelli notturni, gli incubi e le sensazioni indefinite e chiama in causa il mondo inconscio. Ad esempio le fantasie sul nome possono rivelare l’attaccamento alla famiglia e alle proprie radici etniche, o al contrario il desiderio di staccarsene. Questo può svelare che tipo di persona si ammira o come segretamente si spera che diventi il bambino. Ad ogni modo si forma “ il bambino immaginario” cioè la fantasia di un bambino con caratteristiche fisiche e mentali che spesso rispecchia il mondo interno della futura mamma e quindi le loro aspettative e speranze.

I primi 3 mesi: il tempo di carburare! Nei primi 3 mesi di gravidanza sono poche le madri che fantasticano liberamente sul bambino immaginario. La spiegazione di ciò potrebbe essere che vivono un momento di attesa, attesa di superare le dodici settimane per poi lasciarsi andare. Superato questo tempo si sentono quasi “autorizzate” a pensare che realmente possono custodire il loro bambino per la durata della gravidanza.

feto4° e 5° mese: allora è vero! A partire da questi mesi le ecografie regalano l’esperienza del feto reale che dà un grande impulso alle fantasie sul bambino immaginario.

L’immagine visiva del feto reale, la curva della colonna vertebrale che assomiglia ad una collana di perle, il suono del cuore che batte, il bambino che si muove lascia davvero senza fiato!

L’appuntamento per l’ecografia diventa imperdibile ed atteso con gioia. Molte coppie si portano in giro ecografie in formato tascabile, proprio come faranno in seguito con le foto del bambino.

In questi mesi la madre comincia a sentire i movimenti del bambino nel ventre. Questo la porta spesso ad attribuire intenzionalità a questi movimenti, es. “la piccola scalcia quando sente la musica”. In questo caso il bambino immaginario è soggettivo, per cui lo stesso calcio potrebbe indurre la mamma ad immaginare uno qualsiasi dei tratti del carattere.

Tra i 5°e il 7°: già si vede dall’ecografia che assomiglia a me! In questi mesi la maggioranza delle future mamme dà libero corso alle proprie fantasie, mentre nel contempo si configura con maggior precisione l’immagine del bambino che hanno nella mente. Vengono attribuite caratteristiche che si avvicinano ai propri genitori o al partner. Man mano che si avvicina il termine della gestazione si abbandonano le caratteristiche prese in prestito per dar spazio a quelle della mamma. La donna comincia a reclamare una fetta di territorio sempre più grande. Un passo talvolta necessario per cominciare a stabilire una relazione primaria con il bambino che verrà.

Il fatto di sospingere tutti gli altri dietro le quinte mette la donna e il bambino reale al centro del palcoscenico. Madre e bambino diventano i protagonisti del primo atto dell’opera che sta per andare in scena ed hanno bisogno di focalizzare su di loro l’attenzione di tutti.

8° ed 9° mese: non vedo l’ora di conoscerti! Durante questi ultimi mesi l’immagine del bambino subisce un cambiamento. Recenti studi indicano che a questo stadio la madre comincia a disfare questa immagine minuziosa, lasciando che svanisca. In un certo senso è come se iniziasse a smantellare il bambino immaginario, a nasconderlo a se stessa. Ciò accade perché al momento della nascita il bambino reale e quello immaginario s’incontreranno per la prima volta e la madre non può permettersi che tra i due esista una differenza troppo marcata. Deve proteggere il bambino reale e se stessa da eventuali ed eccesive discrepanze tra le aspettative (dimensioni, colorito della pelle, temperamento) e il neonato reale. In questi mesi le paure relative al parto e alla salute del bambino occupano un posto rilevante in quasi tutte le donne. Spesso questi timori contribuiscono a bloccare un’ulteriore elaborazione dell’immagine mentale del bambino anche se rientrano in una vasta gamma di normali paure che attraversano la mente delle future mamme. Tra queste:

  • Paura che il bambino nasca morto, o muoia subito dopo il parto o abbia qualche problema;
  • Timore di non riuscire a sopportare il dolore;
  • Avere il bacino così stretto che il bambino resti bloccato;
  • Rischio del cordone intorno al collo;
  • Partorire in un luogo in cui nessuno la può aiutare;
  • Parto podalico;

Negli ultimi mesi di gravidanza molte donne riferiscono sogni molto vividi e paurosi che fanno parte dell’elaborazione di queste e tante altre paure. Nella maggior parte delle gravidanze è importante cimentarsi per un pò con questi pensieri purché non siano troppo intensi e persistenti, in questi casi è possibile contattare uno psicoterapeuta che attraverso dei colloqui di sostegno possa aiutare la futura mamma ad uscire dal disagio creato da queste fantasie negative e vivere con serenità la sua gravidanza.

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