Paura di guidare: il racconto di Roberta

paura di guidare.jpgSalve, mi chiamo Roberta ed ho 34 anni, vivo in una città del sud Italia, sono mamma di un bimbo di due anni e vivo con il mio compagno da poco più di due anni.

Le scrivo perché vorrei avere un consiglio su come risolvere un problema che mi affligge da circa 10 anni.

Mi rivolgo a lei solo ora perché dopo la nascita di mio figlio il problema è diventato insostenibile, ha investito molte sfere della mia vita e mi limita nello svolgimento delle mie attività quotidiane.

Il problema è che non riesco a guidare stando sola in macchina su lunghi percorsi al di fuori del centro cittadino come autostrade, tangenziali ecc.

In particolare ciò che mi blocca maggiormente è la paura di sentirmi male e di non ricevere aiuto da nessuno essendo sola.

Nel centro cittadino riesco a controllare la mia paura perché so che in qualunque momento potrei scendere dall’auto per riprendere fiato o chiedere aiuto, ovviamente questo su strade a percorrenza veloce mi sembra impossibile.

Da quando è nato il bambino, il problema si è acuito perché quando lui è in auto mi sento la responsabilità addosso, e penso “se io ho un malore a lui chi ci pensa?”.

La paura si manifesta con tachicardia, tremore, bocca secca, inoltre guardandomi allo specchio e vedendomi pallida ho la conferma di stare male, da lì tutto si accentua come in un circolo vizioso.

Sento che la paura è sempre presente dentro di me ma non sempre sfocia in questi episodi che mi hanno detto chiamarsi “attacchi di panico”, a volte riesco a gestirli a volte no.

Gli attacchi durano qualche minuto, ma per tutta la giornata mi sento debole, spossata e psicologicamente a terra.

Ad un certo punto ho iniziato ad evitare le strade già percorse dove mi ero sentita male e a farne altre. Alcuni luoghi mi davano sicurezza altri no.

Mi accade di avere paura anche in casa, in particolare nella mia casa dove sono successi  vari episodi.

La cosa che mi dispiace molto è anche che le persone intorno a me mi vedono soffrire e mi sento giudicata, non compresa, in particolare mio padre ed il mio compagno sottovalutano il mio disagio e non cercano in nessun modo di mettersi nei miei panni, invece mia madre e mia sorella cercano almeno di comprendere e si mostrano disponibili ad aiutarmi.

Io per 8 anni ho vissuto evitando il problema, ma ora ho molti sensi di colpa verso mio figlio, mi sento una cattiva madre perché mi rendo conto di non riuscire a godermi i momenti con lui, non riesco mai ad essere spensierata.

A volte l’ho messo a dormire nel passeggino per avere la via di fuga facile.paura di guidare2.jpg

In particolare una volta mentre lo cambiavo mi si è accesa la lampadina che mi stesse arrivando l’attacco, sono andata a suonare al vicino con il bimbo senza pannolino avvolto nel plaid, il vicino non mi ha risposto ma io mi sono calmata.

Se sono a casa ho molta paura che mi accada di sentirmi male, mi sento chiusa,  mentre se io esco con lui a passeggio non mi succede, non ci penso proprio, sono felice.

Spesso mi accade di immaginare molto intensamente di sentirmi male, e come per magia poi accade veramente ed in maniera molto forte.

Vorrei se fosse possibile avere una spiegazione di ciò che mi accade e cercare di capire come risolverlo.

Grazie

Cara Roberta, la ringrazio per avermi contattato.

Dalla sua lettera mi sembra di capire che la sua paura la condiziona da tanti anni ed è diventata davvero invalidante per la sua vita, il non potersi spostare serenamente come lei ha descritto, le comporta uno stato di continua sfiducia, ansia e perdita di autonomia e libertà.

Limitandosi negli spostamenti  si preclude la possibilità di svago, di rapporti sociali. La difficoltà a guidare da sola, nel suo caso, è fonte di una continua dipendenza da altre persone e questo ha una ricaduta negativa sulla sua autostima, che genera un circolo vizioso: non guidando si sente limitata e “perdente”, e questo deterioramento dell’immagine di sé la porta a sentirsi ulteriormente incapace e diversa dagli altri e quindi non in grado di condurre un veicolo.

Cercherò di aiutarla provando a spiegarle cosa le accade. Avere consapevolezza ed essere informati circa il proprio disagio infatti può essere l’ inizio della risoluzione del problema.

La paura di guidare viene definita come Amaxofobia,  ed a volte, si manifesta associata ad un disturbo d’ansia, nel suo caso attacchi di panico.

Questo disagio coinvolge uomini e donne di qualsiasi fascia d’età, può manifestarsi con vari sintomi di diversa intensità da una leggera agitazione fino ad arrivare alla sintomatologia legata all’attacco di panico che comprende: tachicardia, tremore, iperattività, vertigini, sensazione di testa vuota o di irrealtà, nausea.

A volte è possibile che la paura si manifesti  nel momento dell’ingresso in auto, altre volte percorrendo particolari tratti di strada, o dopo essersi allontanati dal luogo familiare. Molto spesso invece la paura si manifesta attraverso pensieri fissi ed invadenti, rimuginazioni, immagini inerenti aspettative negative. Questo può causare uno stato di ansia anticipatoria dove si immagina vividamente cosa potrebbe accadere e scoraggiati dalle proprie “fantasie catastrofiche” ci si inibisce dall’affrontare la paura e si cercano strategie che possano “proteggere” dal mettersi al volante. Come ben descritto da lei Roberta, il comportamento di evitamento rientra in queste strategie ma risulta essere paradossale in quanto riduce gli effetti della paura ma innesca evitamenti di altro genere.

Paura evitata, paura incrementata (G. Nardone)

La paura di guidare racchiude una serie di sfaccettature molto diverse tra loro, quella di cui lei racconta è  la paura di guidare da sola, che potrebbe collegarsi  ad ansia da separazione mentre la paura di guidare in autostrada o su strade a scorrimento veloce potrebbe essere legata ad agorafobia (paura degli spazi aperti) intesa come paura di non trovare un riparo.

L’amaxofobia potrebbe presentarsi anche durante l’attraversamento di ponti, gallerie, traffico bloccato, collegandosi alla claustrofobia (paura degli spazi chiusi). In questo caso la paura potrebbe essere la manifestazione del non trovare una via di fuga e quindi della mancanza di controllo sull’ambiente circostante. Chi vive col terrore della guida a volte infatti è una persona che tende ad esercitare il controllo sulla maggior parte degli aspetti della vita: il lavoro, la casa, il partner, le vacanze, il cibo, ecc. L’impossibilità di prevedere gli eventi rende vulnerabili, insicuri ed ansiosi.

Le varie tipologie di paura sopra elencate sono legate ad una sensazione di pericolo per se stessi o per gli altri. Chi è schiavo di questa paura può provare timore nel mettersi alla guida per terrore di causare un incidente come conseguenza di uno svenimento o per un raptus di follia, oppure la possibilità di essere investiti, la necessità di dover abbandonare l’auto a causa di una crisi, l’incapacità di guidare in maniera corretta ed essere giudicato, lo smarrimento dovuto a strade non conosciute.

Tra le possibili cause di questo disagio ritroviamo: la dipendenza dall’ambiente di appartenenza e quindi conflitto tra dipendenza ed autonomia (con conseguente ansia da separazione), esperienze traumatiche accadute in macchina, pregiudizi culturali sulla capacità di guidare (in particolare per le donne), presenza di un Disturbo d’Ansia che include anche l’Amaxofobia, invecchiamento e depressione e presenza di rabbia e di pulsioni aggressive inconsce che potrebbero emergere durante la guida.

Per affrontare il problema il primo passo potrebbe essere quello di cominciare ad accettare la sua paura dandogli ascolto, in quanto penso che essa possa essere collegata al suo inconscio ed alla percezione che lei ha della sua vita.

Con l’aiuto di uno psicoterapeuta potrebbe cercare di scoprire quale messaggio la sua paura le vuole comunicare, quali sono le note dolenti da “ascoltare” per ritrovare l’armonia  e la serenità di cui tutti hanno diritto.

Temporeggiare aspettando che il problema si risolvi da solo è un ulteriore evitamento che in nessun modo le potrà giovare. Dieci anni di riflessione possono bastare. Lei che ne pensa?

3 thoughts on “Paura di guidare: il racconto di Roberta

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