Le fobie sessuali: quali sono, come si sviluppano e come superarle

sessofobia“La paura del pericolo è diecimila volte più agghiacciante del pericolo stesso: il peso dell’ansia ci pare più greve del male temuto”.

(Daniel Defoe)

Le fobie sessuali rappresentano una categoria delle fobie. Si tratta di paure ingiustificate ed irrazionali verso tutto ciò che riveste la sfera sessuale. Nello specifico una persona che soffre di fobie sessuali teme il contatto e la vicinanza fisica con l’altro, la masturbazione, la penetrazione, il rapporto orale, il rapporto anale, l’osservazione dei genitali. I timori si estendono anche nei confronti di visite mediche ginecologiche, andrologiche ed urologiche.

Tra i sintomi principali si annoverano:

  • Ansia (e/o attacchi di panico), depressione, comportamenti ossessivi-compulsivi;
  • Evitamento di situazioni sessuali;
  • Avversione verso la propria sessualità

Quali sono le diverse forme di fobia sessuale? Di seguito un elenco con relativa definizione:

COITOFOBIA: è la paura persistente di avere dei rapporti sessuali completi. Chi ne soffre percepisce ansia legata alla preoccupazione di non essere performante. L’uomo teme di non raggiungere l’erezione, mentre la donna ha paura di non raggiungere l’orgasmo,

EROTOFOBIA: è il timore di parlare di qualunque cosa che abbia a che fare con il sesso e la sessualità.  Chi soffre di questo problema evita di parlare di qualunque tema a carattere sessuale al fine di evitare momenti di imbarazzo e l’attivazione di sensi di colpa. Di conseguenza l’erotofobia  comporta notevoli difficoltà nella sfera sociale per chi ne soffre. L’individuo tende ad isolarsi socialmente e sviluppa difficoltà di comunicazione con l’altro sesso al fine di evitare di affrontare conversazioni sul tema tanto temuto o dover rispondere a domande percepite come minacciose alla propria tranquillità. Ciò determina la difficoltà a stabilire una relazione sentimentale o sessuale.

EUROTOFOBIA: specifica degli uomini, rappresenta la repulsione e l’evitamento degli organi genitali femminili. Può essere causata dalla passata esposizione ai genitali femminili rappresentati in maniera “sporca” e volgare sia in vissuti reali che ricostruiti (film, televisione).
PARTENOFOBIA: Specifica degli uomini, rappresenta la paura di avere rapporti sessuali con donne vergini. Ansia ed attacchi di panico rappresentano gli effetti derivanti dall’imporsi di provare ad affrontare tale paura. Pertanto l’individuo sceglie di isolarsi e di limitare le proprie relazioni sociali spaventato dal poter essere avvicinato da donne vergini.

fobie sessuali 2GIMNOFOBIA: è definibile come ribrezzo per il nudo. Si può esprimere sotto forme diverse in base all’individuo. Ad esempio c’è chi teme di spogliarsi in luoghi pubblici,come nello spogliatoio di una palestra, e chi invece ha paura della propria nudità in solitudine. In altri casi si ha il timore di vedere gli altri nudi o mentre si stanno spogliando. Ne consegue la presenza di uno stato d’ansia ed un’estrema difficoltà nella vita relazionale e sessuale.

TOCOFOBIA: rappresenta la paura femminile di restare incinta. La donna teme il cambiamento del proprio corpo  in gravidanza, ha paura di morire oppure è terrorizzata dal vivere il parto con dolore. Le cause della comparsa della tocofobia potrebbero annidarsi in un disturbo alimentare o in un abuso o un trauma vissuto nell’infanzia.

Come si sviluppano le fobie sessuali? Da cosa derivano?

Dalla letteratura sul tema si evince che le fobie sessuali si sviluppino a partire da una o più delle seguenti cause:

  • Aver ricevuto un’educazione molto rigida e severa dalla famiglia d’origine, dove la sessualità è vista e vissuta come un vero e proprio tabù. Il non ricevere una corretta educazione sessuale a casa così come il non permettere di esprimere liberamente i propri sentimenti a bambini ed adolescenti in ambito sessuale può evolvere in un carente sviluppo emotivo compensato con comportamenti ossessivo-compulsivi e sintomi ansioso-depressivi. Anche la religione o il provenire da famiglie particolarmente religiose e credenti può incidere sull’insorgere di tali fobie. La monogamia è considerata una qualità da preservare fino al matrimonio e il sesso è consentito solo per scopi riproduttivi. Il piacere è stato quindi demonizzato e dissociato dalle esperienze sessuali.
  • Esser stati vittime di traumi sessuali nell’infanzia o adolescenza. Per trauma si fa riferimento ad un abuso fisico (molestie sessuali, stupro, incesto) e/o psicologico (molestie verbali, maltrattamenti, o l’aver assistito a una scena traumatica).

Come superare le fobie sessuali? Cosa fare per riuscire a vincere le proprie paure?

Al fine di superare le fobie sessuali è necessario prendere in considerazione l’aiuto di uno specialista. Nello specifico le fobie sessuali vengono trattate con le stesse modalità utilizzate per le altre fobie specifiche. Rivolgersi ad uno psicoterapeuta per un percorso di psicoterapia rappresenta il metodo attraverso cui elaborare i vissuti e/o i traumi del passato al fine di vivere serenamente il presente. L’obiettivo di fondo è quello di permettere all’individuo di rompere vecchi schemi per ricrearne di nuovi dove il sesso e la sessualità non rappresentano più un nemico da temere.

6 thoughts on “Le fobie sessuali: quali sono, come si sviluppano e come superarle

  1. Accidenti. Confesso la mia totale ignoranza. Non immaginavo si potessero avere fobie del genere se non, forse, durante l’adolescenza, per un senso del pudore ancora eccessivamente sviluppato. Anche se, a ben pensarci, esistono davvero fobie di ogni genere…

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  3. Anche io sono stupita di quante ne esistano, perché in fondo posso capire l’imbarazzo di spogliarsi in pubblico (non intesa come fobia ) anche se in palestra ho potuto notare probabilmente donne con questa fobia…
    Per quel che riguarda la paura di restare incinta credo in certi momenti della mia vita di averne sofferto anche io… pur non avendo avuto problemi alimentari, mi spaventa l’idea del mio corpo che possa stravolgersi…ma la vera ragione è il non volere figli, non voler rinunciare alla mia attuale vita per un bimbo, non ne sento la necessità, ma non credo che questo in realtà sia un reale problema psicologico, non mi fa vivere male

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