Superare la fine di una relazione d’amore

relazione1La fine di una relazione, sia essa di parentela,amore o amicizia, rappresenta un cambiamento forte nella vita dell’individuo. Ci si trova a dover accettare che la propria vita sia senza la persona che amiamo o a cui siamo profondamente affezionati provando a contare sulle nostre forze. Si tratta di un vero e proprio lutto con la differenza che mentre in un lutto ci si trova ad accettare che l’altra persona non ci sia più portandoci con noi un bel ricordo di lei, nella fine di una relazione d’amore il dolore della perdita si aggiunge all’immagine dell’altro che non ha più bisogno di noi e che sceglie che la sua felicità sia senza averci al suo fianco.

I sintomi che ricorrono maggiormente quando una storia d’amore finisce senza la nostra piena volontà possono essere acuti o cronici. Tra i sintomi acuti, che compaiono maggiormente quando la perdita è a da poco avvenuta, troviamo senso di smarrimento, crisi esistenziale con negazione del senso di esistenza, appiattimento della vita, un senso di mancanza struggente della persona perduta. Tra i principali sintomi cronici, quelli che perdurano nel tempo nei casi in cui la fine della relazione non viene pienamente elaborata, ci sono un forte senso di rabbia legata alla sensazione di essere vittima di tale sofferenza dove l’altro è il carnefice, oppure la svalorizzazione del sè del non essere stati in grado di mantenere in piedi il rapporto di coppia ormai concluso, connesso a stati di depressione.

Una non efficace elaborazione della fine di una relazione d’amore conduce ad una sintomatologia cronica che può ripercuotersi sulle relazioni successive. L’individuo pertanto manifesta comportamenti che rilevano sensazioni quali paura e rabbia che derivano dall’episodio doloroso del passato e che minano la relazione presente al punto tale da renderla instabile. Ciò potrebbe comportare la fine della nuova relazione entrando così in una sorta di circolo vizioso dove diventa difficile favorire stabilità nella coppia.

relazione letteraA partire da quanto detto sopra, il presente articolo vi propone una tecnica attraverso cui favorire un sano processo di elaborazione della fine di una relazione. Tutto quello che dovete fare è scrivere una lettera alla persona amata che non corrisponde il vostro amore sviluppando i punti che ora vi indicherò. Tenete a mente due cose. Innanzitutto sentitevi liberi di scrivere ciò che volete (nessuno, eccetto voi, leggerà questa lettera). Inoltre vi suggerisco di non scrivere la lettera tutta di getto ma di passare al punto successivo solo quando sentite di aver esaurito completamente il punto che state sviluppando. Iniziamo.

Caro/a (nome),

ti scrivo questa lettera perchè ho bisogno di dirti alcune cose:

Punto 1:  Sono arrabbiato/a con te per quella volta che…. (indicare un episodio per cui si è arrabbiati con l’altra persona)

Quindi continuare, utilizzando quest’espressione, ad elencare tutti gli episodi per cui si è arrabbiati con l’altro.

La lettera avrà questa forma:

Sono arrabbiato/a con te per quella volta che…. (episodio 1)

Sono arrabbiato/a con te per quella volta che…. (episodio 2)

Sono arrabbiato/a con te per quella volta che…. (episodio 3)

……….e così via.

E’ possibile per ogni episodio elencato esprimere tutte le emozioni ad esso connesse. Sostanzialmente in questo primo punto lo scopo è quello di tirar fuori la propria rabbia nei confronti di momenti ed episodi vissuti con l’altro. Quindi si passa al secondo punto solo dopo aver sfogato tutta la propria rabbia.

Punto 2: Ma mi ricordo anche di quella volta che…(indicare un momento bello)

Quindi, come nel punto 1, elencare e rievocare tutti i momenti belli vissuti con l’altra persona. Una volta esaurito questo punto sarà possibile passare al successivo.

Punto 3: Grazie a te ho imparato (indicare tutte le qualità che abbiamo imparato tramite la relazione thanksrelazione con l’altro) come quella volta che… (indicare l’episodio che rievochiamo nel momento in cui pensiamo alla qualità appresa)

Es: Grazie a te ho imparato a non farmi condizionare dagli altri e fare ciò che sento come quella volta che non volevo andare al compleanno di T. e ho scelto di uscire con L.

Grazie a te ho imparato ad avere più fiducia in me stesso/a come quella volta quando ho detto al mio datore di lavoro come secondo me era necessario procedere

…………. (continuare fino a quando non sono state elencate tutte le qualità apprese dall’altro).

N.B. Non ci sono casi in cui non si è appreso nulla dall’altro. Relazionarci ad un’altra persona ci permette sempre di crescere e di apprendere insegnamenti nuovi. Se trovate difficoltà ad individuare cosa avete imparato dall’altro probabilmente non avete tirato fuori tutta la rabbia nei suoi confronti. In questo caso ritornate al Punto 1 e continuate a rievocare e sfogare tutti gli episodi di rabbia vissuti con l’altro e/o a causa dell’altro.

Punto 4: Le qualità che appreso da te (nominarle nuovamente) sono mie per sempre

Quello che è importante osservare in questo punto è come noi attraverso l’altro abbiamo imparato qualcosa che ora è nostro, appartiene a noi e fa parte del nostro bagaglio di qualità apprese di cui non siamo debitori a nessuno.

Punto 5: Per quello che è successo tra di noi io mi prendo la mia parte di responsabilità e lascio a te la tua parte di responsabilità

Osservare, individuare ed elencare in cosa si è responsabili di come la storia si è sviluppata e di cosa invece è l’altro responsabile.

Punto 6: Quello che ti ho dato te l’ho dato con il cuore, lo puoi tenere.

Lasciare che l’altro possa tenere ciò che gli abbiamo dato, proprio perchè fatto con il cuore, piuttosto che porsi nella posizione di creditori, nel senso di voler che l’altro ricambi in qualche modo le nostre attenzioni, i nostri gesti.

Punto 7: E’ arrivato il momento di salutarci, ma prima di farlo voglio augurarti buona fortuna. Addio. (nome del mittente).

the endE’ la fase del lasciar andare l’altro, dove la rabbia è stata sfogata, dove non si offuscano i momenti piacevoli vissuti con l’altro nè tantomeno ciò che l’altro ci ha insegnato, dove si realizza che siamo cresciti come persone grazie alla storia con l’altro e che la fine della relazione è legata ad una responsabilità reciproca.

Una volta terminata la lettera, la si porta in un posto importante per la coppia. Potrebbe ad esempio essere il posto in cui ci si è conosciuti e la si lascia lì.

Questa tecnica o procedura, come accennato sopra, rappresenta un buon modo per riuscire a riprendere in mano la propria vita creando un distacco, una separazione sani dall’altra persona. Spero pertanto che abbiate avuto modo di apprendere qualcosa di utile per venir fuori da un momento abbastanza doloroso e difficile da superare. Infine , mi farebbe piacere ricevere i vostri commenti per chi di voi utilizzerà la procedura sopraelencata.

Vi saluto suggerendovi altre letture utili sui temi della coppia e della famiglia:

PSICOTERAPIA DI COPPIA

PSICOTERAPIA FAMILIARE

MEDIAZIONE FAMILIARE

TRADIMENTO

SEPARAZIONE e FIGLI

DEPRESSIONE POST-PARTUM

21 thoughts on “Superare la fine di una relazione d’amore

  1. Mi è capitato di fare qualcosa simile, non altrettanto strutturato chiaramente, dopo aver letto “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto” di Cohelo…. aneddoti personali puntuali a parte, mi colpisce molto il punto 4. “Le qualità che appreso da te sono mie per sempre”. Questo credo sia un punto chiave per elaborare qualunque lutto nella vita (e non solo lutti di rapporti) e scongiurare quella sensazione tanto devastante che è il sentire che si sta perdendo una parte fondamentale di se. Ci sono molte cose che faccio ormai abitualmente nella mia vita che ho scoperto solo grazie a lui. Quando mi ha lasciata ho pensato di essere incapace di farle da sola. Ed ho provato per questo una frustrazione ed un senso di disperazione fortissimi. Ero disperata perché sentivo che mi era stata strappata definitivamente la possibilità di viverle. Invece col tempo mi sono accorta che certe passioni, certi interessi potevano nascere anche da dentro di me. Ed oggi quando mi dedico a certe attività penso a lui (quasi sempre) con un sorriso dolce. Però accettare che le qualità che abbiamo appreso da lui/lei siano le nostre non è facile. E credo che non lo sia perchè in questa accettazione è insita una presa di responsabilità: non abbiamo più qualcuno che è in qualche modo nostro mentore e guida, responsabile per noi, ma siamo noi a dover scegliere e a dover rischiare la nostra “””felicità”””..

  2. io per natura tendo sempre ad elencare i miei stati d’animo e quello che in un certo senso sento mancare da parte mia e dell’altro,le disattenzioni di un rapporto di amicizia o amore che sia…non riesco a trattenere la mia linguaccia e mi alleggerisce il fatto di essere cosi schietta.certo l’amaro di una fine di una rapporto al quale hai dato tanto cicatrizza lentamente ma almeno non mastico “bocconi amari” in solitario. certo che i punti trattati in quella lettera ripercorrono molte emozioni

  3. Una bella tecnica, anche se mi sfugge l’utilità di scrivere una lettera che non leggerà mai nessuno. Preferisco elaborare mentalmente il lutto, seguendo i punti da te indicati, e cercare di non ripetere gli stessi errori in futuro con altre persone (e chiaramente permettere a loro di farli).
    Simone

    • Innanzitutto se scrivi una lettera che nessuno leggerà lo farai con molta libertà scrivendo quello che effettivamente senti senza porre attenzione all’effetto che le tue parole possono provocare nell’altro. Inoltre la forma scritta o anche verbale rappresentano due modalità importanti al fine di dar forma ed espressione alle proprie emozioni, cosa che non avviene tramite il pensiero. In ultimo la consegna della scrittura permette di riprendere il testo per aggiungere ciò che manca a ciò che si è già espresso. Questo processo può avvenire solo nel momento in cui io libero la mia mente da qualcosa che trattengo creando spazio per qualcosa di nuovo che probabilmente ha più difficoltà a venir fuori.

  4. Buongiorno dottoressa, perchè sento il desiderio di dare la lettera alla persona cui sono ovviamente ancora innamorato? Dovrei farlo secondo lei?

    • Gentile Marco, non c’è una risposta unica alla sua domanda. Ciononostante leggendo le sue parole mi faccio la fantasia che probabilmente non ha messo un punto, un “The End” a questa relazione (in maniera consapevole o meno) così come mi chiedo se il desiderio di fargliela leggere nasce dal fatto di voler mantenere un canale aperto con lei con la speranza che la vostra storia possa rifiorire.

      • In effetti si, ma sono anche consapevole che tale storia nn mi faceva bene e che mi creava e mi crea forti insicurezze. Quindi sono combattuto dal chiudere completamente una storia distruttiva o cercare di farla rifiorire. Scrivendo la lettera mi sono accorto che le pagine delle cose che mi fanno arrabbiare sono 4, quelle che mi sono piaciute meno di una metà pagina, come le cose che ho imparato…

    • Se per te la storia non e’ completamente finita..o per lo meno ad oggi non riesci ancora a consideraglia conclusa definitivamente io la darei alla diretta interessata.
      Puo’ darsi che in questo periodo lei sia ‘maturata’ e si sia resa conto degli errori così da essere pronta a cambiare; potrebbe essere l’ inizio di un evoluzione di coppia.
      Comunque vada, in cuor tuo saprai di averle tentate tutte per salvare un rapporto importante.
      Ma capisco perfettamente i tuoi dubbi.

      • Ritengo che le possibilità siano infinite ma attenzione a non cadere nella trappola di scrivere una lettera al fine di recuperare un rapporto piuttosto che elaborare la fine di una relazione

  5. Dott.ssa io mi ci sono trovata molto in quello che lei ha detto, e ho scritto pure la lettera, solo che ciò che mi fa più male è dover chiudere con questa persona anche se è la cosa giusta da fare.
    In più sento che sto più male ora che quando è finita, ed è stato quasi 3 mesi fa, lei come lo spiega ( anche se qualche giorno fa ci siamo sentiti perché io ho voluto cercarlo)… e quindi non riuscendo a chiudere ho piacere ( paura nel contempo) che questa lettera lo legga pure lui in una speranza di ritorno. come potrebbe aiutarmi? mi sembro di essere in un caso senza uscita

    • Gentile Liliane, è la speranza di ritorno che la tiene ancora legata a questa relazione. Ma se è consapevole che non funziona probabilmente le potrebbe essere utile rimanere con i piedi per terra e non continuare a credere in una favola che non diventerà realtà. Mi chiedo a questo punto quale era la sua favola da bambina e quanto c’è in comune tra la favola e quello che rappresenta ad oggi il bisogno che vorrebbe soddisfare all’interno di questa relazione.

  6. Dottoressa, ho appena trovato il suo post e mi ha destabilizzato l’idea della lettera….troppi ricordi e troppe tensioni che hanno portato alla conclusione di una storia dopo un’intera vita insieme. La verità è che si va avanti senza la vecchia routine per senso del dovere, ma questo urlo dentro la testa e il cuore non smette mai….

    • La Lettera rappresenta un o strumento utile per dar forma e parola a quell’urlo dentro la testa in una modalità per noi comoda senza aver paura del giudizio o della presenza di altri.

  7. Gentile dottoressa, ho appena letto il suo blog e stasera proverò a mettere in pratica i suoi consigli. La mia relazione è finita da poco più di 2 mesi ma tutt’ora non riesco ad accettare che sia finita. Dal suo punto di vista, per cercare di dimenticarlo meglio ripensare ai momenti belli trascorsi assieme (e quindi con spremute di cuore continue) o meglio focalizzarsi sulle cose che non andavano nel nostro rapporto? Le cose che non andavano superano di gran lunga quelle positive ma allora, perchè fa così male?
    Grazie

    • Per superare la fine di una relazione elemento indispensabile è vedere con consapevolezza ciò che funzionava e ciò che non funzionava nella relazione ed osservare che nonostante ci faccia male quella relazione ci ha permesso di crescere e di conoscere cose di noi che non avremmo scoperto senza quella relazione. In altre parole solo quando rivaluteremo in maniera costruttiva quella relazione saremo realmente in grado di superarla.

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