Realtà costruite…

vitadicoppiaRiprendo volentieri una barzelletta che sta girando ultimamente via mail, in cui una coppia di amici si confronta circa le rispettive serate con le mogli. La morale, ironica ma convincente, sembra rimandare alla differenza tra la storia vissuta, ossia i fatti che ci accadono, e la storia raccontata, ossia come ognuno di noi a partire da questi dati dà un senso a quanto gli capita.
La realtà che ci circonda, a ben vedere, è quella che ci costruiamo….
Due amiche si confidano:
“Allora, è andata bene la tua serata di ieri?”

“No, per niente; è stato un vero disastro. Mio marito è arrivato a casa, in quattro minuti ha ingurgitato la cena che avevo preparato con cura durante tutto il pomeriggio, ha fatto l’amore con me in tre minuti, si è girato su un fianco e dopo due minuti dormiva già. E tu?
Oh, la mia serata è stata incredibile! Quando sono arrivata a casa mio marito mi attendeva sulla porta e mi ha invitata ad una cena romantica. Poi dopo la cena abbiamo fatto una passeggiata di un’ora. Tornati a casa ha acceso tutte le candele che c’erano in casa ed ha iniziato con i preliminari che sono durati un’ora! Poi abbiamo fatto l’amore durante un’altra ora! Infine abbiamo discusso per un’altra oretta. È stato tutto meraviglioso!”

Nel medesimo tempo i due mariti discutono tra di loro:
“Allora la tua serata di ieri? Tutto bene?”
“Si …fantastica .. Quando sono tornato a casa la cena era pronta. Ho mangiato, abbiamo fatto l’amore e mi sono addormentato. E tu?”
“Per me è stato l’inferno! Sono tornato a casa presto per riparare l’armadio in cucina. Al momento di avviare il trapano è saltata la corrente elettrica ed è stato impossibile riattivarla. Quando lei è tornata a casa l’ho portata a cena al ristorante altrimenti si sarebbe incazzata nera. La cena è stata talmente cara che non avevo più soldi per il taxi e quindi ci siamo dovuti sorbire una camminata di un’ora per rientrare a casa. A casa poi per via della mancanza di elettricità ho dovuto accendere delle dannate candele dappertutto perché non c’era ancora la corrente elettrica. Questa storia mi ha fatto girare talmente le palle che c’è voluta una buona ora finché mi venisse duro e un’altra ancora per “concludere”. Alla fine ero ancora incazzato e non riuscivo a dormire e durante tutto ‘sto tempo lei non ha fatto che parlare, parlare, parlare….”

8 thoughts on “Realtà costruite…

  1. Succo del discorso: gli uomini dicono le cose per come sono; le donne per come le vorrebbero.
    E’ esattamente per come diceva Nietzsche circa l’ottimismo e il pessimismo e precisamente: “L’ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista sa che è vero.”

  2. Invece di buttarla sempre sul “gli uomini sono così, le donne pomì”, si può fare solo un discorso di persone? Ci sono persone e persone. Ci sono gli ottimisti e ci sono i pessimisti. La vita finisce per tutti, è vero, ma almeno gli ottimisti arrivano alla fine con meno ritenzione idrica, meno tachicardia, più capelli e più amici rispetto ai pessimisti. Ah, e si divertono anche molto di più 😉

  3. Vero: accade più spesso di quanto pensiamo; la realtà non esiste oppure esistono tante realtà quanti sono coloro che le vivono?
    Splendido il tuo blog!!!

  4. Molto bella, divertente e istruttiva: due modi diversi per “vedere” la stessa realtà (ma a quanto pare, la seconda moglie non si era accorta della mancanza di elettricità)

  5. Io “credo” che c’è una sottile ma determinante differenza, tra ciò che a parole vuoi e quello che ti viene offerto. Il pensare “secondo me” hai bisogno di questo e molto diverso dall’ascoltare quello di cui veramente hai bisogno. La chiamano empatia ma io penso sia una magia. 😉

  6. più che su ottimismo o pessimismo, secondo me questo è un ottimo spunto per una riflessione su onestà e omertà nei confronti di chi ci sta vicino e su come un po’ di onestà in più potrebbe migliorare il nostro umore e i nostri rapporti con gli altri: se si è insoddisfatti di come sta andando la nostra giornata, il proprio partner dovrebbe essere la prima persona con cui sentirsi liberi di confidarsi… se poi la causa dell’insoddisfazione è proprio il comportamento del nostro partner, oltre a chiederci se è davvero la persona che vogliamo accanto, potremmo pure provare a esporgli le nostre perplessità: secondo me è meglio una litigata che un crescente rancore represso…

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