Il Natale che vorrei

nataleLa mia professione mi porta a stare in contatto con tante persone, con i loro vissuti e con le loro sofferenze. Siamo ad un passo dal Natale e quello che occupa la mia mente sono i volti di alcuni di loro che in fondo sperano che questo periodo festivo passi in fretta. La mia sensazione è che si sentano soli e hanno nostalgia dei tempi passati, probabilmente di quei periodi in cui si era in tanti a festeggiare il Natale, in cui si era tutti uniti ed in cui non si era così adulti da perdere la speranza di sognare. Il mio articolo di oggi va a tutte quelle persone che hanno smesso di credere nella magia del Natale. Diventare adulti ci porta tutti alla triste consapevolezza che il mondo non funziona così come immaginavamo da piccoli. Separazioni, litigi, diverbi tra parenti ed amici, malattia, lutto ci portano a rivedere il mondo con occhi di realtà. E allora vivere il Natale diventa quasi una costrizione. Mettere una maschera per nascondere ciò che realmente si prova resta l’alternativa possibile per non entrare in contatto con il dolore e la sofferenza che si provano. Tale sofferenza si genera a partire da tre elementi: il primo è il ricordo passato, la nostalgia di Natali felici ed il dolore di esperienze negative di vita che hanno portato a vedere il Natale come un giorno come un altro; il secondo elemento è la condizione attuale che l’individuo vive, ovvero la difficoltà a percepire e vivere il Natale in maniera diversa rispetto a come lo sta vivendo; il terzo elemento è la speranza che l’anno prossimo andrà meglio, che il prossimo Natale sarà diverso. Ora com’è possibile realizzare “il Natale che vorrei”? Non è possibile intervenire sul passato, il passato rimane un’esperienza già vissuta, e non è possibile intervenire sul futuro, non ci è dato saper nulla del futuro. E allora l’unica cosa che è possibile fare è intervenire sul presente provando a definirlo attraverso le memorie del passato e le speranze del futuro. Per definire ciò che voglio comunicare in altri termini siamo noi che costruiamo e definiamo la nostra vita a partire da ciò che c’è. Ad esempio, se sentiamo che la nostra casa è vuota il giorno di Natale e ci piacerebbe che qualcuno ci invitasse a casa sua per passarlo insieme, allora invece di aspettare una chiamata che potrebbe non arrivare possiamo essere noi ad organizzare il Natale a casa nostra invitando un pò di persone. Insomma se vogliamo qualcosa dobbiamo prendercela piuttosto che sperare che la nostra condizione possa cambiare senza far nulla o poco, dobbiamo allungare le nostre mani e afferrare ciò che vogliamo piuttosto che vivere sensazioni di sofferenza per la condizione di mancanza che viviamo. E ciò vale per qualsiasi cosa. Ad esempio desideriamo lavorare e abbiamo inviato tanti curriculum in giro senza risultati? Allora piuttosto che dire che non si trova lavoro provate a costruirvi voi il lavoro, il lavoro che vi piace, iniziate a sperimentarvi in qualcosa di diverso, in altri termini AGITE e provate a prendervi ciò che desiderate.

Sono consapevole che le  esperienze di vita di ognuno di voi sono varie e diversificate e con questo articolo non voglio fare di tutta un’erba un fascio, ma spero che per alcuni di voi queste mie piccole indicazioni possano rappresentare uno spiraglio di luce per vivere il Natale, ma anche la propria vita, con una consapevolezza in più. Tanti auguri di Buone Feste a tutti voi. Dott.ssa Ilaria Rizzo

28 thoughts on “Il Natale che vorrei

  1. Apprezzo molto il Suo approccio alla professione, l’idea di un blog è un modo di essere vicini non soltanto ai clienti ma anche, disinteressatamente, a tutti coloro che hanno bisogno di una guida, ma anche solo di un piccolo suggerimento o di una parola di indirizzo e di conforto.
    Condivido in pieno le Sue riflessioni. Il Natale è uno dei periodi in cui maggiormente si avverte lo iato fra le grandi aspettative (indotte anche dal clima festoso, pur fittizio, propalato dai media) e la piccola e difficile realtà quotidiana di ciascuno e non a caso sono più frequenti i casi di suicidio.
    L’aspetto che più sento mio fra quelli da Lei descritti è quello dei ricordi. Ho pubblicato proprio ieri un post in argomento, la declinazione della memoria è da sempre il fulcro della mia scrittura.
    Ricambio con piacere gli auguri.
    Giovanni Laurito

  2. Prenderò sicuramente spunti da questo articolo, in effetti passiamo tanto tempo a commiserarci ed ad aspettare che qualcosa cambi senza pensare che dobbiamo essere noi, per primi, a cambiare. Buon Natale.

  3. Anche a me, in un periodo particolarmente triste della mia vita, è capitato di non dar valore al giorno di Natale. A distanza di tempo, ho però capito che costruire un bel Natale oggi significa non lasciarsi sfuggire una grande occasione e anche edificare bei ricordi di domani. Vivere bei momenti con persone che non è detto che in futuro siano ancora accanto a noi. Ognuno di noi può avere il suo bel Natale. L’importante è non lasciarsi travolgere dagli ostacoli perché, purtroppo, a volte la vita rende difficile anche solo sorridere. Il fatto è che proprio quando si riescono a ottenere le cose difficili poi la soddisfazione diventa ancora più grande. Buon Natale anche a lei, dottoressa. E grazie per il bel post.

  4. Buonasera, é vero il nostro passato condiziona il presente e probabilmente anche le nostre speranze per il futuro. condivido pienamente il suo pensiero, stare a piangersi addosso non aiuta, pensare che siano sempre gli altri a chiamare o a pensarci é inutile e contribuisce a creare quell’aurea di autocommiserazione che peggiora solo la situazione. Da un po’ ho capito che siamo NOI a decidere della nostra vita, a scegliere chi vogliamo vicino.
    Grazie per il bel post e auguri di un felice e sereno Natale.

  5. Buonasera! Anche io ritengo sia una buona idea il Suo blog! È un modo diverso per aiutare anche chi “crede” di non aver bisogno di un aiuto di un professionista come Lei! Questo post mi ha fatto venire le lacrime agli occhi, perché è vero…non si può tornare al passato (periodo in cui vivevamo le festività diversamente). Io, però, nonostante abbia ormai 26 anni continuo a credere nella magia del Natale e a sperare che un giorno Babbo Natale mi faccia un regalo meraviglioso: la famiglia che vorrei!! Ho sempre pensato ;e continuerò a farlo) che è bello restare bambini per quanto si possa…
    Buon Natale Dott.ssa con tutto il cuore! 😊

  6. E’ proprio vero tutto quello che ha scritto, ci sono momenti della vita in cui davvero il Natale è l’ultimo giorno che vorremmo vivere.
    Ma è ancora più vero che nella vita tutto quello che si vuole bisogna avere il coraggio di prenderselo.
    Tantissimi auguri di un sereno Natale!!

  7. Cito Tonino Guerra : L’ottimismo è il sale della vita..!!!.. |
    Del resto essere pessimisti ti fa solo stare male e quindi … ? perchè no ?
    Cerchiamo di lamentarci solo di ciò che siamo REALMENTE responsabili. Sarebbe già qualcosa.
    Buon Natale e felice Anno Nuovo !

  8. Sono d’accordo con le sue osservazioni. Proprio in questo natale, dove alcuni membri della famiglia saranno altrove, abbiamo deciso di invitare noi a casa nostra i pochi che sono rimasti. Tento di ricreare una piccola, nuova traduzione, dove la vecchia sembrava indebolirsi. Un caro augurio anche a lei.

  9. Mi sembra che avendo una professione ancorchè assai numerosa come rappresentanza collegata alla relazione lo strumento blog sia comunque utile. L’agire certo o forse vivere anche senza calpestare il proprio io anche se meno competitivo ma questo non sempre è possibile nel contesto sociale. Buon Natale e solare 2015!

  10. Perfetto tutto quanto ha descritto dal problema alla soluzione! Ho amici che in questi giorni sono tristi e demotivati dalle feste per ragioni diverse dovute comunque al loro passato . Ho cercato in qualche modo parlandone di far capire loro che l’unico momento che siamo sicuri di poter fare qualcosa e’ il presente ma credo che per quanto si voglia star vicino e aiutare qualcuno dipende anche dal fatto se l’individuo vuole il tuo aiuto a volte non si rendono conto di avere un problema e fino a che non acquisiscono consapevolezza rimarranno nel “limbo” per fortuna per quanto non abbia una vita da gioire riesco a trarre fonte di forza da me stessa e non accuso problemi di solitudine o altro mi riinvento ogni giorno dal lavoro a tutto il resto…la mia idea è sempre stata sin da bambina che siamo solamente noi stessi in mezzo agli altri quindi il primo lavoro da fare per star bene con il prossimo deve avvenire sulla nostra persona imparando a star bene con il nostro “io/ego” e solo dopo potremmo dare agli altri . Per me il sorriso giornaliero e’ la porta verso la felicità! E stamattina sono stata felice di vedere che una persona come lei abbia fatto visita al mio blog. La ringrazio per questo e soprattutto per avermi fatto conoscere anche il suo ! Auguro buone feste !

  11. Pingback: Il Natale che vorrei | FLOYDIANE MEMORIE

  12. Lo sempre persato,il Natale siamo noi….come l’anno nuovo e ogni giorno che nasce,siamo noi l’aurora,il sole, il tramonto.la notte….la nostra vita fatta di stupore ,sfida,conquiste, riflessioni,gioie,amore verso di te e tutti ,e sopratutto rispetto per ogni cosa.
    Felice giornata.
    Caterina

  13. Presente. Sono una di quelle che ha atteso che passasse Natale.

    Mi piace il ragionamento sullo “stare nel presente”, però secondo me pecca di poca aderenza alla realtà. Nei giorni di festa si possono organizzare cene, merende, aperitivi, viaggi fuori porta, ma non il 25 dicembre. Il 25 dicembre le persone lo passano in famiglia. E, se tu una famiglia non ce l’hai, sei fuori posto. Punto.

    • Gentile Alice, questo è proprio il messaggio che ho cercato di rimandare con il mio articolo.Grazie per il tuo commento. Ci sono tante situazioni in cui non si ha una famiglia. E allora le alternative possibili possono essere due: soffrire stando continuamente a pensare che non si ha una famiglia e sperare che il giorno di Natale passi in fretta oppure crearsi una nuova famiglia e vivere il Natale serenamente. E’ possibile concepire la famiglia come un insieme di persone legate affettivamente tra loro indipendentemente dal loro legame di sangue. Inoltre ci sono tante famiglie che in un qualche modo hanno piacere ad accogliere nuovi membri al proprio interno. Tocca quindi a noi metterci nella condizione di farci vedere e farci accogliere. Coltivare amicizie e relazioni può aiutarci ad esempio. So che non è semplice ma questo rappresenta la strada da percorrere per sentirsi in famiglia. Buone feste a tutti.

      • Sono d’accordo sul fatto che la famiglia, “da grandi”, sia un po’ quella che ci scegliamo e che sia fondamentale coltivare e curare con amore le relazioni, che sono qualcosa di preziosissimo nelle nostre vite.

        Però, no, non si viene invitati al pranzo di Natale con i parenti altrui, normalmente. E no, non funziona invitare altre persone a casa propria, perché rispondono “mi spiace, ma 24-25-26 devo stare coi miei, poi se vuoi ci vediamo”.

        Secondo me la soluzione non è “forzare” una situazione che è proprio culturalmente strutturata così, ma “semplicemente” cambiare prospettiva sul concetto stesso del Natale.

        Sei credente? A messa sei con la tua comunità e puoi pensare di offrirti volontario con la tua parrocchia o altri enti per attività a sostegno delle persone meno fortunate.

        Sei ateo? Puoi decidere che, in fondo, è un giorno come un altro, e che i tuoi cari li vedrai nei giorni successivi, approfittandone per dedicarti ad altri tuoi interessi che coltivi volentieri anche da solo.

        Io, da anni, opto per la seconda ipotesi e mi trovo bene, ma per il “semplice” fatto che ho ammesso che no, non ho la “situazione tipica” e quindi non devo necessariamente rientrare nel canone sociale previsto per Natale con una famiglia reale o surrogata, ma posso rispondere in modo “originale” a una situazione che per alcuni aspetti provoca dei disagi, per altri delle opportunità.

        Ricambio gli auguri!

  14. Con giusto tempo visitero’ con attenzione il suo blog. Intanto il titolo e invitante l’occasione propizia per augurare a lei ed ai suoi lettori di trascorrere un sereni natale nello spirito della rinascita, della speranza che come la natura anche noi siamo ciclo e armonie di emozioni e staguoni. Grazie per aver iniziato a seguite il mio blig .
    Leonardo 🙂

  15. Gentilissima Ilaria, la ringrazio per aver visitato e apprezzato il mio blog. Essendo una cultrice delle immagini del Natale, non potevo lasciarmi sfuggire la dolce illustrazione di questo articolo e, se interpreto bene le sue parole, sono d’accordo: il nostro Natale (come tutto il resto) dobbiamo prendercelo, magari dedicandoci a ciò che per noi rende un giorno speciale o cercando di mettere insieme gli ingredienti per creare la magica atmosfera che in tanti ci aspettiamo dalle feste e la cui mancanza avvertiamo anno dopo anno con frustrazione. Ecco, l’ho fatta lunga, buon anno! 🙂

  16. Grazie, sono parole che infondono fiducia. Nel mio piccolo ho provato a fare come scrivi, almeno per quanto riguarda il Natale, organizzo io il pranzo per le nostre due famiglie, la mia e quella del mio compagno, cercando di dimenticare e superare i tristi e nervosi natali dell’infanzia e adolescenza ( ma, per esempio non cucino tutto io come faceva mia madre ammazzandosi di lavoro, delego e smisto le incombenze) e diventando noi protagonisti con la nostra piccola famiglia in costruzione.

  17. Io faccio parte di quella schiera di persone che il giorno di Natale hanno la casa vuota e che vive nei ricordi dei tempi passati dove il regalo più grande erano i miei genitori, ora il passato non si può cambiare, ma io sono piena zeppa di zie e cugini, che neanche mi telefonano per la “paura”di dovermi fare un invito.Io non sono in salute e non posso mettermi ad invitare gli altri, a volte è difficile dare consigli quando non ci sono palesi soluzioni, un abbraccio Giusy

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