Il Senso di Colpa

senso di colpa 2Invece di sentirti in colpa o cercare delle scuse per delle azioni negative compiute in passato, incomincia ora ad agire positivamente.”  Jim Morrison

La parola Colpa viene definita dal dizionario italiano come “Azione contraria alle norme morali” oppure “Comportamento negligente o imprudente da cui deriva un danno ad altri”. Deriva dal greco antico amartia, che significa errore, mancare il bersaglio.

In molti sperimentano sensazioni di dolore e sofferenza su qualcosa che non avrebbero dovuto fare e questo dolore, attraverso il senso di colpa, si trasforma nella presenza costante di pensieri ruminanti che occupano la mente dell’individuo per lunghi (e a volte eccessivi) lassi di tempo. Uno dei più frequenti pensieri che riempiono la testa di coloro che soffrono di sensi di colpa è: “Non l’ho dovevo fare e, ora, poichè l’ho fatto non me lo posso perdonare. Non merito più nulla di buono”.

Quindi cos’è il senso di colpa e da cosa si origina?

Il senso di colpa rappresenta un’emozione che, a partire dalla presa di consapevolezza della sofferenza, del dolore, del disagio altrui determina il contenimento di pulsioni distruttive. L’attivazione del senso di colpa mette in guardia nei casi in cui stiamo oltrepassando i limiti, costringendoci a trattenere i nostri bisogni e assumendoci  responsabilità nell’ascoltare ed agire secondo quelli che riteniamo essere i bisogni dell’altro. Sono perlopiù le persone sensibili, insicure e responsabili a percepire in maniera violenta il senso di colpa. Ciò avviene in tutte quelle esperienze in cui s’infrange il proprio codice morale e ci si sente perseguitati da una sensazione di colpevolezza fino a quando non ci si attiva per rimediare attraverso la messa in atto di gesti riparatori.

Mi sento in colpa…” potrebbe sembrare un’espressione di dire piuttosto ricorrente ma quello che è importante sottolineare è come il senso di senso di colpa1colpa, provocando sensazioni dolorose, produce l’effetto di determinare e controllare le nostre azioni, le nostre scelte, la nostra vita negando la possibilità di dare libera espressione al proprio sentire. Non solo, il senso di colpa porta costantemente i nostri pensieri a concentrarsi su quelle che sono state le esperienze passate di cui ci si sente responsabili consumando il presente. In altre parole il sentirsi in colpa conduce alla “paralisi” del nostro presente, paralisi determinata da un comportamento passato che nessuna azione riparatrice potrà mai riparare veramente a pieno nonostante i nostri sforzi.

Dietro i sensi di colpa e dietro frasi del tipo “no questo non mi interessa” oppure “no non mi piace“ o “no questo non mi va“si nasconde la mancanza di ascolto dei propri desideri a favore dell’adeguamento ai bisogni degli altri. Molto spesso i bisogni degli altri vengono vissuti come propri bisogni poichè vengono interiorizzati come regole da rispettare per sentirsi amati, accettatti dagli altri, in primis dalle figure genitoriali. La paura di perdere il loro amore è troppo forte a tal punto da negare il proprio ascolto interno. Lavorare sulla propria incapacità a dire dei “NO” alle richieste altrui può rappresentare un valido punto di partenza al fine di superare i sensi di colpa.

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Da dove si origina il senso di colpa 

Noi tutti possediamo almeno centomila comandamenti interni ai quali ubbidiamo ciecamente in modo assoluto. Questi comandamenti ci sono stati trasmessi dalla nostra famiglia di origine quando eravamo piccoli. Il senso di colpa si origina dal giudizio che noi riceviamo da noi stessi, ed in particolare dal nostro “giudice interiore” che ci fa sentire colpevoli per aver violato le regole e gli insegnamenti  ricevuti dai nostri genitori, dalla religione e dalla regole sociali.  Di conseguenza il prezzo da pagare per avere osato desiderare qualcosa di vietato è vivere in uno stato di sofferenza interiore .

LEGGI ALCUNI FRASI CHE PRODUCONO IL SENSO DI COLPA NEI FIGLI

Il messaggio del senso di colpa è “sei colpevole e verrai condannato e punito”oppure “non sei degno dell’amore altrui”. Tale messaggio è derivante dalla sensazione da bambini di non meritare più l’amore della mamma/papà per non aver rispettato una loro richiesta, un loro ordine, una loro regola.

E’ da aggiungere come, ad un livello più profondo, il sentimento di colpevolezza possa mascherare un senso di onnipotenza della persona (“E’ tutta colpa mia!“). Si tratta di un meccanismo perverso che costringe l’individuo a vivere nella dipendenza dagli altri, come se gli altri avessero il potere di liberarlo.

La maggior parte delle persone che si sentono “colpevoli” soffrono, in qualche modo la paura dell’abbandono, il timore di perdere un amore o l’approvazione degli altri. Il sentimento di colpevolezza infatti induce ad adottare una certa condotta in funzione della fedeltà al gruppo di riferimento, al di fuori del quale ci si sentirebbe persi.

La possibilità di fare una scelta fuori dal coro spaventa, è forte la tentazione di rimanere fedeli al gruppo rinunciando a se stessi e alla propria vera identità. Crescere vuol dire anche liberarsi dai condizionamenti e dalla paura di infrangere imposizioni e regole, adottando un comportamento rispettoso verso il gruppo, ma senza rinunciare a sé. Pertanto, la psicoterapia rappresenta un efficace strumento attraverso cui l’individuo può liberarsi dai propri sensi di colpa oltre che favorire una propria crescita personale attraverso l’ascolto e la realizzazione dei propri bisogni in assenza di giudizio.