Alla ricerca del PIACERE: raggiungere l’orgasmo femminile

anorgasmiaL’Anorgasmia, o il fallimento/incapacità da parte delle donne di raggiungere l’orgasmo, rappresenta una disfunzione sessuale femminile che fino a pochi anni fa non ha suscitato particolare attenzione data la poca importanza o quasi assenza d’interesse nei confronti del piacere sessuale femminile. Basti pensare come, all’interno di una cultura focalizzata sull’uomo, e quindi sul suo piacere, la donna ideale dovesse rispettare i canoni di purezza e asessualità tale per cui la sua attività sessuale poteva legarsi solo alla stimolazione del piacere del marito e/o al fine di procreare. Fortunatamente cambiamenti culturali, storici e sociali, come ad esempio la rivoluzione sessuale, hanno permesso di porre maggiormente l’attenzione  alla donna inquadrandola non più come una figura sessualmente passiva, che fa il suo “dovere” in qualità di “portatrice del dono della vita”, ma piuttosto come un figura sessuata che ha il diritto di condividere con l’uomo l’esperienza del piacere che accompagna un rapporto sessuale maturo.

Come affermato in precedenza, l’anorgasmia è l’incapacità o impossibilità di raggiungere l’orgasmo femminile dopo una normale fase di eccitazione sessuale, tramite masturbazione (anorgasmia masturbatoria) o durante un coito (anorgasmia coitale). Seppur l’anorgasmia possa dipendere dadisfunzioni organiche (ad es.: aderenze clitoridee, cappuccio del clitoride stretto, rilassamento del muscolo pubococcigeo, fibrosi affezione del sistema neurologico inferiore, sclerosi amiotrofica laterale , malnutrizione e deficienza vitaminica, siringomielia, spina bifida), nella gran maggioranza dei casi sembra essere riconducibile piuttosto a fattori psicologici, sociali, culturali, relazionali trattabili in psicoterapia. A tal riguardo le donne che soffrono di qualsiasi disfunzione sessuale, tra cui anorgasmia, dovrebbero inizialmente rivolgersi ad un ginecologo con l’obiettivo di indagare l’esistenza eventuale di cause organiche che impediscono il raggiungimento del piacere sessuale prima di intraprendere un breve percorso di psicoterapia al fine di individuare, rielaborare e quindi risolvere i fattori psicologici sottostanti l’assenza di orgasmo.

Passiamo, quindi, a dare una classificazione alle diverse tipologie esistenti di anorgasmia. Se ne distinguono tre: primitiva, secondaria, casuale o situazionale.

Anorgasmia primitiva: è presente in quei casi in cui la donna non ha mai sperimentato all’interno della sua vita un orgasmo. L’intervento terapeutico in questo caso mira alla rimozione di inibizioni sessuali, al fornire istruzioni, all’autorizzare ad imparare e all’incoraggiare un’atmosfera di fiducia e di interesse tra la paziente e il suo partner sessuale;

Anorgasmia secondaria: presente in quei casi in cui si osserva una perdita della capacità di avere orgasmo, ovvero quando una donna, sessualmente sensibile in precedenza, perde la capacità di vivere un orgasmo. Questo tipo di anorgasmia si manifesta di solito se sono stati perduti alcuni stimoli fisici o psicologici di cui la donna ha bisogno.

Anorgasmia casuale o situazionale: in quei casi in cui una donna riesce a raggiungere un orgasmo solo in situazioni specifiche e non in altre.  Una soluzione al fine di superare tale tipologia di Anorgasmia può risiedere nell’utilizzare la cosiddetta “manovra a ponte” caratterizzata da doppia stimolazione, vaginale e clitoridea.

All’interno di tale tematica ciò che intendo precisare è come tale disfunzione sessuale, indipendentemente dal “tipo” di anorgasmia, derivi frequentemente da un cattivo rapporto con la sessualità ed in particolare con il piacere.

Sono frequenti, ad esempio, i casi in cui la donna si blocca o si frena proprio in quegli attimi precedenti il raggiungimento dell’orgasmo in cui sente salire l’intensità dell’eccitamento, non concedendosi di andare oltre e provando talvolta un forte stato di ansietà. Fattori scatenanti possono essere riconducibili ad una educazione rigida e repressiva in ambito sessuale ove  la sessualità soprattutto femminile viene repressa.

Andando ad analizzare nello specifico le cause “psicologiche”  che provocano l’anorgasmia si annoverano:  la mancanza di educazione sessuale (ignoranza o mancanza di conoscenza della sessualità, dell’anatomia, della fisiologia, delle sensazioni e dei comportamenti sessuali), una forte educazione religiosa legata a sensi di colpa nei confronti della sessualità, mancanza di forza nel muscolo pubococcigeo della donna, passato con abusi sessuali, problemi relazionali nella coppia (es: impotenza o eiaculazione precoce nel partner maschile), alti livelli di ansia associati con il sesso, paura di perdere il controllo delle proprie sensazioni e del proprio comportamento, rifiuto del proprio corpo. Sebbene alcune di queste spiegazioni hanno dimostrato una correlazione alta con donne che soffrono di anorgasmia, nessun singolo fattore ha dimostrato di contribuire notevolmente al problema più di qualunque altro. Pertanto, l’anorgasmia è spesso trattata come una combinazione complessa delle variabili precedentemente elencate.

Concludendo, la difficoltà o impotenza nel raggiungere un orgasmo è quasi sempre dipendente da questioni di natura psicologica o relative a quelle che originano nella coppia.  Pertanto diviene fondamentale per la donna abbandonare il controllo e lasciar regnare liberamente le sensazioni erotiche. Le donne che hanno paura di perdere il controllo nella loro vita sessuale sono spesso rigidamente controllate  anche in altri aspetti della vita. Questo rappresenta il punto di partenza per un lavoro terapeutico personale.

Dott.ssa Ilaria Rizzo